Maldive - Biyadhoo
by Giovanna & Marco / Marzo 2004
L’isola
La prima cosa che colpisce di Biyadoo arrivando in motoscafo è
la sua rigogliosa vegetazione. Piante tropicali, alberi enormi e palme
d’alto fusto si spingono fin sulla spiaggia. Le costruzioni
sono nascoste dalla vegetazione.
Biyadoo (atollo di Malè sud) è un’isola di medie
dimensioni (350x200m) dalla forma ovale. Il giro completo a piedi
si fa in circa 15 minuti. La gemella Villivaru dista solo poche centinaia
di metri ed è di poco più piccola. Biyadoo e Villivaru
si trovano in posizione riparata all’interno dell’atollo:
questo facilita l’accessibilità all’ house reef
che circonda interamente ciascuna delle due isole.
La laguna di Biyadoo è presente solo sul lato ovest e non è
molto estesa (meno di 100 metri la distanza massima del reef dalla
riva). A Villivaru la laguna è più grande e più
bella, ma non è possibile fare il giro completo del reef a
nuoto.
Il
panorama che si osserva da Biyadoo, oltre a Villivaru con le sue infrastrutture
quasi completamente nascoste dalla vegetazione, comprende Cocoa (con
i suoi bungalow overwater dal notevole impatto paesaggistico), Olhuveli
e Kandooma. Un po’ più lontane si vedono l’isola
dei pescatori Mayafushi e il gruppo Bodu Huraa – Veligandu Huraa
- Dighufinolhu; all’orizzonte le sagome di Fihaalhohi e Rannahli.
Attenzione. Questa descrizione di Biyadoo è valida solo fino
a dicembre 2004. La venticinquennale concessione demaniale scade quest’anno
e a dicembre ci sarà una nuova gara. Per vincere la concessione
i partecipanti alla gara dovranno proporre un piano di sviluppo e
riqualificazione dell’isola. C’è ovviamente il
desiderio del governo di innalzare il livello qualitativo dei resort.
Quel che è certo è che alla fine dell’anno entrambe
le isole verranno chiuse per consentire una ristrutturazione che,
in caso di cambio di gestione a favore di un gruppo come quello del
Four Season (si sente dire, ma sono solo voci), potrebbe essere radicale
e portare ad un considerevole upgrade nel livello del servizio offerto
e, di conseguenza, del prezzo.
Si respira un’aria di smobilitazione e i sub (numerosi repeaters
tra cui una coppia di svizzeri che tornava a Biyadoo per la 18esima
volta) sono affranti e dell’idea che in futuro l’isola
non sarà più abbordabile.
Note sul viaggio - Qatar Airways
Noi abbiamo viaggiato con un tour operator tedesco (ITS) e siamo arrivati
alle Maldive dalla Germania. Abbiamo notato che i prezzi dalla Germania
sono più bassi e che la durata tipica del soggiorno è
di 2 settimane.
Abbiamo volato da Monaco con Qatar Airways (stop a Doha) e ci siamo
trovati molto bene. Nella tratta Monaco – Doha vengono utilizzati
Airbus A300-600 in configurazione 2-4-2. Nella tratta Doha-Malè
dei nuovissimi e spaziosi Airbus A320 (configurazione 3-3). Nel viaggio
di ritorno siamo però stati sfortunati ad incappare in un Airbus
A300-600 in configurazione cosiddetta “pellegrinaggio a La Mecca”.
Vale a dire che nello stesso spazio, e usando la stessa disposizione
2-4-2 la compagnia chiede al costruttore di installare più
posti a sedere, diciamo 30-50 in più, con conseguenti problemi
di comfort. Marco che ha le gambe lunghe ha chiesto e ottenuto di
spostarsi in un posto più comodo adiacente all’uscita
di sicurezza.
Si mangia bene, si guardano film e telefilm sui numerosi video e la
sosta all’aeroporto di Doha è uno spasso dal punto di
vista socio-antropologico. Consigliamo di comprare pistacchi e frutta
secca al duty free!
Collegamento con l’aeroporto e tra le 2 isole
Biyadoo e Villivaru sono raggiungibili dall’aeroporto in circa
45 minuti di barca veloce. Lungo il tragitto (che costeggia il lato
orientale dell’atollo) si possono ammirare i villaggi Taj Exotica,
Embudhu, Dighufinolhu - Bodu Huraa - Veligandu Huraa, Kandooma e Cocoa.
Purtroppo, il tragitto di andata si è svolto alle 6 del mattino
e sotto una pioggia torrenziale. Al ritorno abbiamo potuto ammirare
decisamente meglio il panorama.
Tra le isole Biyadoo e Villivaru c’è un servizio navetta
gratuito con 4 corse andata e ritorno a partire dalle 10.30 e fino
alle 18:45. Si potrebbe agevolmente andare a Villivaru anche a nuoto,
ma ciò è vietato perché il tratto di mare che
separa le due isole è percorso da dhoni e motoscafi.
Il resort (http://www.biyadoo.com.mv)
Biyadoo e Villivaru sono attualmente gestite da una società
indiana. Il resort (tre stelle) è stato costruito circa 25
anni fa e da allora è rimasto pressoché uguale. E’
pacifico quindi che la struttura sia un po’ datata e che non
regga il confronto con gli ultimi resort costruiti. La referente del
Tour Operator Atitur (Gerry) ci ha raccontato che pur dovendo seguire
i clienti di tutti i resort offerti dal suo gruppo (tra cui Eriyadu,
Medhufushi, Kuredu e Taj Exotica), risiede stabilmente a Biyadoo-Villivaru
perché questi – a suo dire - sono i resort dove più
frequentemente si verificano lamentele e contestazioni da parte dei
clienti: “L’aria condizionata è rumorosa”,
“l’aria condizionata non si regola”, “il bagno
è brutto”, “l’acqua calda non si regola”,
“gli asciugamani puzzano” – sono alcune delle lamentele
sentite più di frequente. Inoltre, poiché spesso gli
italiani non parlano inglese si rivolgono all’assistente residente
per comunicare con la gestione. Nessun altro tour operator ha un assistente
residente a Biyadoo.
Non essendo amanti del lusso ed essendo adeguatamente preparati a
quello che avremmo trovato, abbiamo apprezzato l’aria rilassata
e informale del resort. Il target del resort è chiaramente
una clientela interessata alle immersioni in un contesto ambientale
stupendo oppure una clientela alla ricerca di una sistemazione economica
ed essenziale.
Per
farsi un’idea delle dimensioni delle due isole basta considerare
che il vialetto che le percorre seguendone il contorno e che consente
di accedere a tutti servizi dell’isola, agli ingressi sul reef
e alle camere è lungo 880 metri (misurato da cartelli posti
ogni 100 metri) per Biyadoo e 600 metri per Villivaru. Il vialetto
è molto comodo per chi ama fare jogging anche in vacanza.
Le 96 camere sono disposte in 6 edifici a 2 piani, tre sul lato est
e tre sul lato ovest dell’isola; la distanza massima dal mare
è di circa 20 metri. Le stanze sono tutte di tipologia “standard”.
Sono dotate di telefono, frigobar, condizionatore, bollitore per l’acqua,
doccia con acqua calda e asciugacapelli. E’ più comoda
la sistemazione al pian terreno con veranda che accede direttamente
sulla spiaggia.
Il generatore di corrente posto al centro dell’isola è
molto rumoroso (si sente soprattutto dalle camere lato est), l’acqua
calda della doccia non si regola e tende ad ustionarti a tradimento
proprio dove già sei scottato dal sole, le fognature esalano
a volte odori inequivocabili e alcune parti dell’isola non (più)
utilizzate dai turisti ma da loro perfettamente visibili sono lasciate
in stato di abbandono. Parliamo della zona degli sport acquatici e
del suo vecchio moletto, del deposito barche, della club house, del
moletto verso Villivaru e dello stato (e composizione!) dei muretti
in cemento e corallo – tutto documentato nella galleria fotografica.
Il centro dell’isola, con la parte tecnica, è “riservato
allo staff”. I dipendenti sono circa 200 di varie nazionalità
(India, Bangladesh, Pakistan, Maldive). A loro non è consentito
accedere alla spiaggia e i rapporti con gli ospiti sono molto limitati.
Solo alcuni dipendenti indiani (che lavorano in ufficio) facevano
il bagno all’alba. Le donne, addette soprattutto alla pulizia
del giardino, arrivano la mattina e ripartono la sera.
L’house reef
Insieme al centro diving, il reef è il fiore all’occhiello
del resort: circonda completamente l’isola ed è accessibile
da ogni lato. Vengono a farci snorkeling con la barca anche dagli
altri resort. In caso di bassa marea ci sono 7 uscite per raggiungerne
il lato esterno. E’ possibile anche fare il giro completo dell’isola
a nuoto. E’ teoricamente vietato fare snorkeling di fronte al
molo di attracco (tra uscita 6 e 7) per non ostacolare l’attracco
delle imbarcazioni.
Presso il centro diving sono segnalate ogni giorno le direzioni delle
correnti nelle varie fasi del giorno ed è anche indicato se
sono adatte alla capacità di tutti o solo di nuotatori esperti.
In genere tra l’uscita 1 e 3 (canale di Villivaru) le correnti
possono essere forti nel pomeriggio. Ovviamente possono anche essere
sfruttate a proprio vantaggio.
Non siamo esperti di ambienti marini ma possiamo riportare alcune
cose che ci hanno impressionato. Ci sono 3 tartarughe residenti nell’house
reef, una senza una pinna (passaggi 4-5), una con un buco nel carapace
e una “tutta intera” (passaggi 1-2). Quelli del centro
diving hanno assegnato loro dei nomi giapponesi che purtroppo non
abbiamo annotato.
Facendo snorkeling sull’house reef si vedono sempre: pesci Pappagallo
(diverse varietà), Triggerfish (Clown, Picasso, Titano, Orangelined),
Groupers, Sweetlips, Morish Idol, tante varietà di Butterfly
fish, Anemone fish, Trumpet e Cornetfish, Boxfish, Porcupine boxfish,
Surgeonfish, Unicornfish, Lizardfish...
Spesso nuotavamo in enormi branchi di Fusilier. Tanti anfratti sono
occupati da Murene e Aragoste a volte polpi. Ogni tanto si vedono
Lionfish e Stonefish. In alcune occasioni abbiamo anche visto: Pesci
Napoleone, Eagleray, Batfish e Squali white tip.
All’interno della laguna presente sul lato Ovest ci sono numerose
Stingray (razze), Squaletti pinna nera, Murene grigie. Squaletti si
vedono spesso anche sul lato est.
Tutte le sere un Lion Fish arrivava fino a riva seguendo il muretto
di corallo posto a copertura del tubo di scarico della fognatura in
corrispondenza del passaggio 4.
Nella zona del reef antistante il centro diving c’e’ una
bella grotta (profondità 5mt) con stupende gorgonie.
I coralli sono stati devastati dal Niño come in tutte le Maldive,
ma qua e là si notano segni di ripresa. Discreta anche la presenza
di anemoni. Ci dicono che dopo il Niño la quantità di
pesce sia molto aumentata. Purtroppo o per fortuna, noi non siamo
in grado di fare un confronto tra il “prima” e il “dopo”.
La spiaggia
Purtroppo
non su tutta l’isola è presente la spiaggia. La parte
dell’isola rivolta verso Villivaru è soggetta a erosione
e le rive sono state in parte cementate. Anche la parte di fronte
alle camere lato est (1-49) dell’isola è cementata. La
spiaggia più ampia si trova nel lato nord occidentale dell’isola
(camere 50-96), dove c’è anche la laguna. La vegetazione
è abbondante e arriva quasi fino all’acqua offrendo riparo
dal sole senza bisogno di ombrelloni. Anche se questa spiaggia non
è molto estesa non c’è mai affollamento perché
la maggior parte degli ospiti del resort è impegnata nelle
immersioni o nelle escursioni. L’acqua è calda e trasparente
e si può stare a mollo nella laguna per ore.
Il resort non fornisce teli mare, ma solo 2 stuoie. Non ci sono sdraio
ma ogni camera dispone di 2 sedie pieghevoli. Disseminati per la spiaggia
ci sono alcuni lettini di plastica, delle amache e qualche ondina,
ma non sono sufficienti per tutti gli ospiti. Il nostro consiglio
è di farsi subito amico il bagnino (l’addetto alla pulizia
del tratto di spiaggia antistante la vostra camera, vestito di verde)
offrendogli una piccola mancia. Vi procurerà il necessario
e avrà cura di spostarlo per voi dalla camera alla spiaggia
e viceversa.
Il centro diving
E’ un centro PADI five stars, molto ben organizzato ed efficiente
(http://www.mariana-net.com/dwm/fb.htm).
Il responsabile, Thomas, è svizzero ed è assistito da
4 istruttrici giapponesi ed un dive master maldiviano. Le lingue parlate
sono inglese, tedesco, giapponese e…maldiviano. A Biyadoo gli
italiani che fanno immersioni sono una rarità e per questo
motivo non sentono il bisogno di avere un istruttore che parli italiano.
E’ possibile immergersi in autonomia nell’house reef prelevando
le bombole cariche (anche la mattina presto prima dell’apertura
del centro) oppure partecipare alle uscite organizzate. Grazie alla
disponibilità di 2 dhoni il centro organizza ogni giorno 2
uscite (alle 9 e alle 14) con diversi gruppi per immersioni sia easy
che advanced nei siti diving della zona, che sono davvero moltissimi.
Il costo di una immersione con noleggio di tutta l’attrezzatura
è di 36$ a cui vanno aggiunti 10$ in caso di uscita in barca.
Per maggiori dettagli vedere il sito.
E’ possibile fare snorkeling notturno guidato e anche immersioni
notturne.
Altre facilities
La connessione ad internet (modem 25600 bpm, connessione particolarmente
lenta) è disponibile solo all’interno della reception
e costa 2$ il primo minuto e 0.25$ ogni minuto successivo. Si può
anche usare l’indirizzo email del resort per farsi inviare la
posta elettronica.
Centro benessere Ayurvedico: non abbiamo conosciuto nessuno che lo
abbia frequentato.
Il Centro Vela dispone di alcuni windsurf ed un catamarano ma è
decisamente negletto: in due settimane solo una volta è stato
noleggiato un windsurf. Per uscire col catamarano bisogna essere accompagnati.
Campi da calcio e pallavolo: li abbiamo visti usare solo dai maldiviani.
Campo di Beachvolley: si trova nella zona dell’ex moletto sport
acquatici, ma è in gran parte eroso e quindi inutilizzato.
PingPong: nella club house c’è un tavolo da ping pong,
ma non abbiamo visto racchette e palline. Inoltre la club house è
completamente deserta.
I turisti
La maggior parte dei turisti vengono a Biyadoo per fare sub oppure
attratti dal prezzo vantaggioso del soggiorno. A Biyadoo c’è
una clientela eterogenea composta da Tedeschi, Giapponesi, Inglesi,
Francesi, Austriaci, Svizzeri e Italiani. Nel periodo del nostro soggiorno
predominavano Tedeschi e Giapponesi, in gran parte sub. Inutile dire
che le nostre simpatie maggiori sono subito andate ai giapponesi.
Per una strana combinazione nel nostro periodo abbondavano anche i
Bergamaschi. In particolare IronMan e WonderWoman ci hanno quasi convinto
ad abbandonare i nostri libri e a prepararci per la prossima maratona
di Amsterdam.
E poi il grande Giovanni che la mattina alle 6 aveva gia fatto il
giro dell’isola a nuoto (e senza pinne: altro che risveglio
muscolare…) e la sera alle 10 correva ancora dietro al piccolo
Filippo che non aveva ancora scaricato le batterie.

Animazione e gite
Non abbiamo partecipato a escursioni e cene speciali.
Abbiamo notato che solo una minoranza frequenta le cene “a tema”
organizzate a giorni alterni (cena maldiviana, cena Maraja, barbeque…)
che costano a partire da 15$ a persona.
Il resort organizza anche: a) escursione di mezza giornata a Malè
(45$); b) visita a villaggio di pescatori e altro resort, picnic su
isola deserta, merenda a bordo del dhoni e pesca al tramonto (50$);
c) pesca al tramonto (20 $); d) photoflip dall’idrovolante (15
min, 70$).
Durante le nostre due settimane di soggiorno, l’animazione,
a parte le cene a tema, è consistita in una esibizione del
“Mago dello Sri Lanka”, spettacolo comico sotto diversi
punti di vista.
Moltissimi, e noi tra questi, andavano a letto presto per poi alzarsi
all’alba. La mancanza di animazione era dai più vista
come un pregio.
Ristorante
Il ristorante è al chiuso e dotato di aria condizionata, che
(purtroppo?) non è troppo forte. C’è anche una
zona per fumatori. Ad ogni coppia vengono assegnati un tavolo, che
resterà fisso per tutto il soggiorno, e un cameriere. A pranzo
è possibile mangiare indifferentemente a Biyadoo o Villivaru,
basta avvertire il proprio cameriere al mattino.
La cucina è internazionale. Il cuoco cerca di non scontentare
nessuno, proponendo piatti indiani, zuppe, pasta e specialità
inglesi, tedesche e francesi. La colazione e il pranzo sono serviti
a buffet, la cena è a la carte ed è servita al tavolo.
Il caffè espresso e il cappuccino sono a pagamento (2.5 $)
anche per gli all inclusive. L’acqua minerale da 1.5 litri costa
3$.
A colazione si trovano yogurt fatto in casa, frutta, cornflakes, pane
e panini e fette di torta, burro e marmellata, qualche volta croissant
e ciambelle fatte in casa, porridge, omelette farcite preparate sul
posto, uova sode, hash potato e wurstel. Succhi di frutta, the e caffè
all’americana a volontà.
A pranzo ci si sbizzarrisce tra zuppa, insalate, pesce e carne, pasta,
riso, piatti della cucina indiana, salse e condimenti vari. I dolci
poi sono buonissimi.
A cena si può scegliere tra 2 primi (pasta o zuppa), e 4 tipi
di secondo (carne, pesce, vegetariano e indiano). Infine, il dolce.
Nessuno degli italiani che abbiamo conosciuto si è lamentato
della qualità del ristorante se non per il rischio di ingrassare.
La formula all inclusive costa 24 $ a persona al giorno in più
della pensione completa. Nell’all inclusive sono comprese le
bevande gratuite ai pasti, the e caffè più snacks al
bar dalle 16 alle 18:30, soft drinks e succhi di frutta in lattina,
alcuni tipi di alcolici. Non sono inclusi espresso e cappuccino, alcune
bibite in lattina, succhi di frutta freschi, milk shake, cocktails,
spumante/champagne e alcune note marche note di liquori. Per le cene
a tema è previsto un sovrapprezzo.
Bar
E’ all’aperto, con pavimento in sabbia e in posizione
fresca e ventilata in prossimità della spiaggia. E’ frequentato
soprattutto da tedeschi e inglesi che hanno optato per il trattamento
all inclusive. Al bancone ci sono solo pochi sgabelli in vimini, il
resto sono sedie di plastica.
Il Bazar
E’ molto fornito (ha anche alcuni prodotti di automedicazione)
ma i prezzi ovviamente sono da regime di monopolio. I più approfittano
della visita all’isola dei pescatori per comprare prodotti dell’artigianato
locale e souvenir. Non esitate a contrattare sui prezzi.
Le mance
Vi ricordiamo che per molti dipendenti sono una consistente integrazione
del loro misero stipendio. Vengono consigliate la somma di 5$ alla
settimana per il cameriere al tavolo e per chi pulisce la stanza,
5$ ai ragazzi del motoscafo e 1$ per collo di bagaglio trasportato
agli inservienti. Non dimenticate l’addetto alla spiaggia. Queste
cifre sono quelle riportate nel foglio informativo ATITUR che vi viene
consegnato all’arrivo al resort. La guida tedesca, più
pragmatica, dice che la mancia non è obbligatoria, ma assicura
un trattamento migliore. Procuratevi dei dollari in banconote di piccolo
taglio o fateveli cambiare alla reception.
Abbigliamento consigliato e sconsigliato
Nel resort c’è un clima decisamente informale e quindi
vi consigliamo di lasciare a casa capi eleganti e scarpe col tacco.
Durante il giorno si gira tranquillamente senza scarpe, ma la sera,
siccome il ristorante è al chiuso e pavimentato, l’uso
delle scarpe ci è sembrato più appropriato. Lasciateci
segnalare una coraggiosa signora che camminava coi tacchi anche sulla
spiaggia.
Anche se ovunque viene ricordato che ci si trova in un paese musulmano
e sono elencati i requisiti minimi di abbigliamento per uomini e donne
quando ci si trova a contatto con i maldiviani, al ristorante è
capitato spesso di vedere signore con parei o copricostume trasparenti,
scollature vertiginose, minigonne e signori in canottiera e costume
da bagno.
Amenità varie
Sebbene non ufficialmente inclusa tra le attività dell’animazione
merita una menzione particolare lo scarico dei rifiuti dal pontile
in direzione di Villivaru. Dopo cena (ma non tutti i giorni) i rifiuti
vengono portati sul pontile in attesa della barca che li trasporterà
all’inceneritore. Per intrattenere i turisti curiosi (o chissà
perché) alcuni rifiuti facilmente biodegradabili (pesce, pane…)
vengono gettati in mare. Lo spettacolo provoca emozioni “forti”
per il ribollire delle acque e per il tanfo a volte insopportabile.
Comunque non dimenticate che è vietato dare da mangiare ai
pesci!
La battaglia continua contro le zanzare prevede due volte a settimana
il cosiddetto “fogging”. Due inservienti muniti di protezione
per le orecchie contro il rumore ma non di mascherina trascinano in
giro per l’isola l’”arma finale”: un carrettino
che trasporta un nebulizzatore che appesta l’aria. Regolarmente
l’operazione veniva effettuato di sera proprio mentre noi decidevamo
di fare jogging o mentre eravamo romanticamente assorti nella visione
del tramonto. Ci piace sperare che alcune zanzare siano morte “dal
ridere”. La sera, mentre eravamo a cena, nelle camere veniva
spruzzato un comune insetticida spray. Non abbiamo avuto mai problemi
di zanzare durante la notte mentre alcune punture le abbiamo ricevute,
di giorno, in spiaggia.
Bisogna tenere pulita la spiaggia. Il personale la pulisce tutti i
giorni raccogliendo bottigliette di plastica e altre sporcizia che
viene spiaggiata dalla marea. Un impegno speciale viene sprecato nella
raccolta delle foglie cadute nella zona frequentata dai turisti (perimetro
esterno). Purtroppo nella zona interna dell’isola le regole
cambiano e si possono ammirare cumuli dove sono ammassati insieme
resti di noci di cocco e spazzatura varia. Circa una volta a settimana
si diffonde nell’aria un invitante odore di barbeque. Purtroppo
l’odore è sprigionato da una catasta di rifiuti che viene
fatta bruciare al centro dell’isola.
Paradiso Incontaminato?
La sensazione di essere lontani dalla civiltà non l’abbiamo
mai provata.
Di fronte alla spiaggia ovest, a poche centinaia di metri, c’è
la zona di atterraggio degli idrovolanti (l’idroscalo). I turisti
arrivano dall’aeroporto e vengono da qui smistati in barca nei
resort vicini. Il venerdì e la domenica il traffico è
fastidioso perché vengono effettuate le gite fotografiche in
idrovolante.
Vedevamo anche passare barche di ogni tipo tra cui alcune navi da
crociera particolarmente grandi. Qualcuno afferma che gran parte dei
rifiuti (bottigliette e oggetti di plastica, bombolette spray, etc.)
che la notte arrivavano sulla spiaggia siano riconducibili al loro
passaggio.
Le acque sono certamente cristalline però ci è capitato
di trovare macchie di catrame sui piedi e sulle mani. Una sera, la
nostra spiaggia bianca corallina è stata macchiata per circa
50 metri da una marea nera (idrocarburi). E’ stata prontamente
pulita il giorno dopo.
Animali
Sul resort vivono 3 gatti, diversi (più di 3) aironi molto
fotografati, degli uccellini che razzolano e schiamazzano come galline
e dei corvi. Le lucertole sembrano delle piccole iguane e anche gli
scarafaggi sono di dimensioni ragguardevoli rispetto a quelli nostrani.
I gechi invece sono piccoli, pochi e timidi. Una menzione particolare
meritano le volpi volanti: nel tardo pomeriggio si svegliano e, dopo
alcuni voli di prova tra le fronde delle palme, spiegano le ali dirette
a Villivaru o alle altre isole vicine e lontane.
Conclusione
Biyadoo è stata la nostra prima esperienza alle Maldive. Siamo
rimasti molto contenti e impressionati dalla bellezza della spiaggia,
della vegetazione e del reef.
Possiamo raccomandare l’isola ai sub e alle persone che cercano
una sistemazione relativamente economica e al tempo stesso un ambiente
tranquillo (senza animazione). Chi ha un po’ di dimestichezza
con l’inglese potrà apprezzare la compagnia di una clientela
internazionale.