Maldive - Angaga
by Andrea & Daniela / Marzo 2005

Per la nostra quinta volta alle Maldive scegliamo, insieme ad un’altra coppia e dopo lungo travaglio, l’isola di Angaga situata nell’atollo di Ari Sud, isola commercializzata in Italia da Kuoni-Gastaldi, da noi utilizzato, in passato, un’unica volta per andare a Sharm.

L’assistenza alla clientela del Tour Operator è stata, per quanto riguarda questa vacanza, pessima in particolare per quel che riguarda la partenza; ci viene comunicato, infatti, un operativo voli che prevede il volo d’andata alle 18.30 da Malpensa, ma che viene modificato due settimane prima della partenza. Noi ci accorgiamo del cambiamento consultando il sito di Eurofly dove appare che l’orario previsto sono le 20.30.
Ci mettiamo in contatto, prima con l’Agenzia e poi direttamente con Kuoni Gastaldi (dopo 1000 difficoltà perché non accettavano di parlare direttamente con i clienti): entrambi ci rassicurano fino al giorno della partenza confermandoci l’operativo da loro comunicatoci ed invitandoci a presentarsi a Malpensa alle 16 (due ore e mezza prima!!).
All’aeroporto ci troviamo solo noi, clienti Kuoni Gastaldi, alle 16, mentre i clienti degli altri Tour Operator arrivano tranquillamente alle 18.
IL VOLO ERA, CHIARAMENTE, ALLE 20.30!!!!!!

Veniamo alle parti positive adesso.

Volo Eurofly con aeromobile Airbus A330: senza infamia e senza lode con, fortunatamente, un equipaggio sufficientemente disponibile ( se paragonato, ovviamente, a quello che avviene sui voli charter)
Dopo una partenza ritardata, l’aereo riesce, però, a recuperare un po’ del ritardo accumulato e arriviamo a Malè stanchi ma con una voglia esagerata ... DI FUMARE!!

Scherzi a parte giungiamo all’uscita e velocemente i rappresentanti Kuoni ci controllano i voucher e ci accompagnano alla partenza dei pulmini per andare a prendere l’idrovolante.
A differenza delle altre volte, tutto si svolge così in fretta che una volta arrivati agli idrovolanti non facciamo neanche in tempo a fumarci un’altra sigaretta che siamo già nella fusoliera!
Il volo è con la compagnia TMA (Trans Maldivian Airlines); gli aerei in dotazione appaiono visibilmente più recenti di quelli usati dall’altra compagnia maldiviana (Maldivian Air Taxi).

Solito volo splendido durante il quale è possibile ammirare circa 2/3 dell’atollo di Malè Sud nel quale riconosciamo passare sotto di noi: Laguna Beach, Vadhoo e Bolifushi; l’aereo poi si dirige da Malè sud ad Ari dove, prima di scendere per ammarare ad Angaga, sorvoliamo Lili beach, Villamendho e Ranveli.

Angaga:

Come detto è la quinta volta che tocchiamo la sabbia maldiviana ma l’isola che ci troviamo di fronte è, per vegetazione e per spiaggia la più bella vista.
Non ci fossero gli Overwater non riusciremmo a trovarle un difetto che sia uno.
Sia noi che i nostri amici rimaniamo a bocca aperta, anche se la sorpresa dipinta sul volto dei nostri compagni di viaggio dimostra anche tutto il fascino che le Maldive suscitano in chi le vede per la prima volta, come loro, perché giunge inaspettata.
A rinforzare questa malia si aggiunge la clemenza del tempo: per tutta la settimana non cade una goccia di pioggia e c’è sempre una leggera brezza che renderà piacevole anche prendere il sole nelle ore più calde. Il cielo rimarrà sereno sì, ma con qualche nuvoletta sparsa qua e là che renderà ancora più affascinanti i già stupendi tramonti alle Maldive.

L’isola è circondata interamente (sia con bassa che con alta marea) dalla spiaggia, quindi è possibile fare l’intero giro della sua circonferenza; ma attraversare l’interno dell’isola non è meno suggestivo per la vegetazione fitta ed altissima; le palme formano quasi un tunnel che accompagna chi si reca da un luogo all’altro di Angaga. Sull’isola si contano una cinquantina di bungalow, tutti sulla spiaggia ed una ventina di overwater di recente edificazione.
Le camere sono ben arredate (per lo più in bambù) e risultano sufficientemente spaziose. Il bagno è quello classico maldiviano. I teli mare sono forniti.

Ogni Bungalow ha, nella veranda, un dondolo maldiviano che noi ci siamo contesi tutto il tempo tanto era rilassante leggere dondolandosi! I Bungalow migliori sono tra il 120 e il 130 perché hanno davanti la parte di isola con la spiaggia più ampia e sono rivolti vero il tramonto.



L e strutture, dove la pavimentazione è ricoperta di sabbia, sono un ristorante, direttamente sulla spiaggia, e due bar, uno vicino al ristorante, l’altro alla fine della passerella che conduce agli overwater si chiama Sunset bar ed è rivolto al tramonto per cui chi volesse gustarsi un bell’aperitivo alla sera può goderselo da una veranda che si affaccia sul mare, non avendo nulla che ostacola la sua vista fino all’orizzonte…………. a quell’ora infuocato.
Il ristorante offre una cucina internazionale, con qualche excursus quotidiano anche fra le specialità orientali; le pietanze più gustose e più curate sono i secondi, perché pesce e carne sono cucinati benissimo.Qualche défaillances invece va denunciata, almeno per i nostri gusti, nel buffet della prima colazione perché la varietà e la quantità di dolci lasciava un po’ a desiderare.

L’acqua da un litro e mezzo costava 3.2$, il bicchiere di vino 2$ e la birra (se non ricordo male) sui 2,5$. I cocktail (e in genere tutte le consumazioni) al bar erano a prezzi accettabili per essere alle Maldive. Un Cuba Libre costava 5$ e bastava conoscere un po’ il barman perché aumentasse un po’ la quantità di Rhum!
La clientela ospitata dal resort è in prevalenza di lingua tedesca (tedeschi, austriaci e svizzeri tedeschi); da un certo punto di vista questo fa si che l’isola sia molto tranquilla anche perché non offre alcun tipo di intrattenimento, d’ altra parte questo fa si che ci sia poca possibilità di socializzare con altre persone. Inoltre alle 22/22.30 i bar si svuotano completamente e noi siamo rimasti spesso soli a chiacchierare e ad ascoltare la musica.
Probabilmente questo “svuotamento” dei bar è dovuto anche al fatto che le camere sono tutte dotate di Televisione satellitare: a me è capitato spesso di vedere, tornando nella nostra stanza, le televisioni accese negli altri bungalow!!!!!!

Il Diving è tedesco, questo comporta che o parlate e capite l’inglese o potreste incontrare qualche difficoltà nella comunicazione perché nessuno del personale conosce l’italiano.

Bisogna però riconoscere che il centro è organizzato in modo molto efficiente. Ogni giorno alle 14.20/14.25 vengono esposte le tabelle per le immersioni del giorno successivo. Questo dettaglio è importante, per non rimanere esclusi dalle immersioni; infatti a quell’ora c’è già la fila per prenotarsi ed arrivare in ritardo, visto il gran numero di sub ospiti sull’isola, significa non trovare posto sulle barche che vengono normalmente riempite nel giro di mezz’ora.

Una volta ogni due giorni una barca è impiegata per i “Full day”. Nel periodo in cui noi eravamo ospiti sull’isola, i “Full day” erano dedicati alla ricerca degli Squali balena.

La barca superava il grande reef di Ari Sud e scandagliava il mare per avvistare questi squali.
Mediamente una volta su due i sub incontravano questi animali così rari e i sub potevano fare l’immersione assieme a questi giganti dell’Oceano. Nella settimana in cui siamo stati noi, il giovedì ne hanno avvistati 7 anche se non grandissimi (circa sugli 8/10 metri).

Io, insieme al mio amico abbiamo fatto:

a) un immersione nell’House reef (interessante e piacevole) dove abbiamo scorto, in particolare, squali pinna bianca e nera, aragoste, barracuda, tartarughe e murene;

b) una notturna che ci ha fatto conoscere una particolarità: durante la risalita, si va verso la pass che è situata verso la laguna e dove, quindi, il fondo è sabbioso. Ebbene ogni tanto capita che, quando arrivano i pesci predatori (squali, barracuda, dentici e carangidi), i pesciolini, riunitisi in banchi come forma di difesa, si gettano contemporaneamente sulla sabbia del fondo perché lì i predatori hanno difficoltà a mangiarli.
Questo fa sì che mentre siete immersi venite “mitragliati” da centinaia di questi pesciolini che poi s’immobilizzano sulla sabbia tanto che potreste toccarli con le mani senza che scappino, azione che comunque è meglio come sempre non compiere per non alterare qualche equilibrio vitale.La mitragliata sulla bombola che ricevete fa veramente un effetto stranissimo!

c) Un’immersione a Madivaru (Manta point): immersione semplice che ha lo scopo fondamentale di osservare le Mante in una delle loro “Stazioni di pulizia”. Dopo un giretto sui 15 metri, quando arrivano le mante, ci si ferma e le si osserva dal basso mentre ci volteggiano sopra la testa. Non avrei mai detto quanto fosse bello poterle osservare così da vicino!

d) Thinfushi Tila: immersione più complicata per osservare un reef integro con coralli e gorgonie coloratissime. La complessità (per una spina come me) è data dalla profondità (tra i 25 e i 30 metri), dal fatto che ci sono canyon da passare stando attenti a non danneggiare quel ben di Dio e da un po’ di corrente che si incontra non appena si esce dalla protezione del “cappello” della Thila.

Il reef dell’isola: Il reef si trova a pochi metri dall’isola nella zona antistante i due pontili e presenta tre pass di uscita. Il reef poi si allontana in corrispondenza della laguna dove sono posizionati gli Overwater.
A differenza di Bathala (ad esempio) il reef è più digradante ciò è dovuto probabilmente alla posizione di Angaga, collocata al centro di Ari. Risulta, quindi, un po’ meno scenografico di altri perché non si ha la sensazione del “profondo blu”.

In compenso, Angaga è stata da noi soprannominata l’Isola delle Tartarughe perché sul reef è impossibile non vederne almeno una per ogni snorkelata fatta. Se poi lo snorkelling lo fate dal pontile di servizio andando verso sinistra, mano a mano che vi allontanate dall’isola (costeggiando la barriera) e vi addentrate sul “plateau”, potrete avere la fortuna di vederne anche una decina di questi esemplari di tutte le dimensioni.
Sempre sul lato pontile di servizio c’è un piccolo murettino basso, parallelo all’isola, messo probabilmente parecchi anni fa a protezione dell’erosione e che diventa visibile solo durante la bassa marea affiorando di circa 20 cm.
Questo murettino, oramai ricco habitat di vita marina e con piccoli spuntoni di corallo recente, si trova a circa un paio di metri prima del reef vero e proprio.

Le escursioni:

noi siamo andati solo all’isola dei pescatori con l’unico intento di andare a fare acquisti presso i negozi maldiviani per poter lasciare loro qualche dollaro, visti i problemi economici presenti dopo la catastrofe dello tsunami.
Madhivaru (l’isola dei pescatori) è la stessa isola vista da noi nel 1992: il cambiamento che quest’isola ha subito è veramente ingente; nel ‘92 c’erano solo due o tre negozietti, adesso la via principale presenta un negozio via l’altro con anche punti di ristoro.

Oceano ha fatto anche l’escursione di snorkelling al “Manta point” (mentre io facevo l’immersione) e anche lei è rimasta affascinata dalla visione di queste “signore” del mare, con cui ha nuotato anche se per un breve tratto. Purtroppo sul cappello della Thila c’era, come detto, parecchia corrente e numerosi partecipanti allo snorkeling, poco esperti e poco allenati, con scarsa dimestichezza con il mare hanno incontrato molte difficoltà, generando un po’ confusione anche per la scarsa attenzione della guida che li accompagnava.
Non abbiamo fatto, al contrario, l’escursione all’isola deserta perché erano esauriti i posti.

La sera prima della partenza è stata caratterizzata dall’allarme tsunami: eccovi il racconto della nostra esperienza raccontato da “Oceano”:
«era l'ultima sera della nostra settimana di permanenza sull'isola, stavamo sorseggiando il nostro Cuba Libre al bar sulla spiaggia guardando il mare, il cui sciabordio ci richiamava come calamite, quando verso le 23 squilla il cellulare di uno dei nostri amici. Dall'Italia avvisano che c'è stato un altro terremoto nella stessa zona del 26 dicembre e che è stato lanciato l'allarme tsunami. La notizia ha sui nostri amici un impatto fortissimo, la paura ( il panico in lei che ha poca dimestichezza con l'acqua) si appropria degli occhi; cerchiamo di riportarli alla calma ed alla ragionevolezza, anche se un po' di ansia all'inizio prende anche me.

Andiamo alla reception, dove sono già informati e monitorano la situazione; noi, allora, ci dividiamo: alcuni vanno su internet alla caccia di info, io cerco di contattare l'Italia, mentre intanto arrivano sms allarmanti ed allarmati dai nostri amici. La mia vera ed unica preoccupazione in quel momento è riuscire a tranquillizzare Chiara, mia figlia, ma soprattutto i miei genitori, anziani e vittime di un'informazione giornalistica italiana sensazionalistica.
Telefonare diventa praticamente impossibile e mentre cerco di contattare l'Italia, guardo il mare,immerso nelle tenebre; quel mare che fino a mezz'ora prima affascinava nel suo mistero, ora seppur in modo lieve diventa inquietante, immerso nel buio di una notte per la prima volta in quella settimana senza luna.

Poi inizio a riflettere grazie anche ad Andrea, che mi aiuta a far prevalere la lucidità necessaria e a riflettere sul vero problema: quelle popolazioni così martoriate, stanno subendo di nuovo una tragedia. Andiamo a seguire, grazie alla tv satellitare, gli speciali di BBC e CNN: l'evacuazione delle Andamane rientra, l'allarme tsunami cessa in Indonesia e man mano in tutti gli altri paesi, mentre i nostri amici dall'Italia continuano a tenerci aggiornati attraverso gli sms.

Prima di chiudere gli occhi, pensieri ed immagini mi attraversano la mente; vivere con la paura guardando l'essere che ti dà la vita, ma anche la morte- l'Oceano- questa è la condizione di milioni di persone in Indonesia, in India, in Sri Lanka, alle Maldive; le immagini, cercate anche per questo forum, di morte e di distruzione dell'onda di dicembre.



Ma soprattutto gli occhi del nostro amico barista cingalese, che lavora sul bar della spiaggia e che quando ci vedeva arrivare sapeva che doveva aumentare la dose di rhum nel cuba libre, con cui abbiamo chiacchierato su diritti umani, su differenze religiose o sulla calma dei tedeschi: quegli occhi che si sono posati su di me per rassicurarmi, quando è venuto a cercarci nella hall quella sera........lui rassicurava me.
Il giorno dopo in aeroporto sentiamo il racconto di cosa è successo in altri villaggi: ad Ellaidhoo, ad esempio, hanno tenuto fino alle tre di notte tutti i turisti al centro del villaggio, a Bathala, al contrario, hanno rassicurato tutti, dicendo che in caso di allarme avrebbero contattato tutti, svegliandoli.
A Malè, al contrario che da noi, hanno sentito la scossa, probabilmente per il diverso tipo di costruzioni e la gente si è riversata in strada:

Per concludere, Angaga è un’isola talmente bella che rimaniamo stupiti da quanto, in genere, è trascurata dalla clientela italiana.

Sicuramente, per spiaggia e vegetazione è la più bella delle cinque viste. Per il reef la supera leggermente Bathala ma dalla sua ha questi incontri quotidiani con tante tartarughe. Per il trattamento nel resort (cibo e camere) è inferiore a Thudufushi e Maayafushi (quest’ultima solo per il cibo) e superiore a Bathala. Il trattamento superiore di Thudufushi ha però un costo così alto che, messe tutte le cose sul piatto della bilancia, ce lo fanno ritenere fin superfluo per una vacanza alle Maldive.

Per finire…….ANDATECI!!!

galleria fotografica