Maldive 92

Questo non vuole essere il racconto di una vacanza alle Maldive (anche perché a questa distanza di tempo non servirebbe allo scopo per cui si scrivono i resoconti), ma solo una piccola storia che può aiutare a capire come sono cambiate queste isole in così breve tempo.

Come si arrivava alle Maldive nel 1992?
Dall'Italia partiva una volta alla settimana un charter noleggiato direttamente dai pochi t.o. di allora all'Alitalia. L'aereo prescelto per queste lunghe distanze era un Boeing 747 con la livrea ufficiale della nostra Compagnia di bandiera. Altra possibilità per andare alle Maldive era offerta, come adesso, dai voli di linea che raggiungevano Colombo e che poi, da lì, raggiungevano Malé.

La cosa che ci impressionò all'arrivo (e poi anche alla partenza) fu la fatica affrontata da un aereo di quelle dimensioni nell' atterrare su di una pista che per la sua lunghezza risultava al limite delle possibilità del velivolo; se osservate bene la foto , vi accorgerete che erano in corso i lavori per l'allungamento della pista in direzione nord. All'arrivo, scesi dalla scaletta, ci aspettava una struttura aperta e
coperta da ondulux e poi uno stanzone, senza aria condizionata, in cui venivano sbrigate le formalità doganali. L'aerostazione non aveva il primo piano attuale, ma si collocava solo a pianterreno diviso tra arrivi e partenze.
Recuperati i bagagli si usciva e c'erano ad aspettare, come oggi, i rappresentanti dei T.O. che mostravano i cartelli dei nomi delle isole.

All'esterno dell'aeroporto non c'era nulla. I turisti, che raggiungevano le isole con il dhoni, erano indirizzati al molo e chi, come noi, avrebbe preso l'elicottero veniva parcheggiato in uno spiazzo aperto ombreggiato da palme e poteva accomodarsi sulle sedie maldiviane.
La nostra attesa (e, ovviamente, la nostra curiosità ) venne interrotta dall'arrivo di una Land Rover che trainava dei carrelli modello trenino del Luna Park. Dopo che salimmo con i nostri bagagli su questi carrelli, la Land Rover si mosse per portarci all'Eliporto che era posizionato all'incirca dove adesso i pulmini attraversano la pista per andare agli idrovolanti.

Il trasporto all'isola era effettuato dalla Hummingbird con elicotteri russi e americani, guidati da piloti bulgari. Paragonando il trasferimento effettuato attualmente con gli idrovolanti, possiamo dire che gli elicotteri erano più comodi e silenziosi e offrivano un altro piccolo vantaggio: all'arrivo sull'isola la procedura di atterraggio era più lenta e consentiva di ammirare più a lungo il panorama dall'alto.
Ma il trasbordo in elicottero presentò anche un grosso difetto: per attrezzare gli eliporti, dovettero usare isole deserte (vicine ai resort) e dovettero spogliarle della vegetazione per evitare incidenti con le pale. Maafushivaru, ad esempio, ha un isola a poche centinaia di metri che venne attrezzata a questo scopo (Maafushivaru è chiamata anche Twin Island proprio per questo particolare).

Non ci soffermiamo sul nostro soggiorno a Maafushivaru in quanto oramai le cose sono così cambiate che rischieremmo di provocare confusione a chi cercasse informazioni su quest'isola. Possiamo dirvi che la cucina era sicuramente meno occidentale, più
incline a gusti e sapori orientali. Lo stato e la bellezza del reef nel 1992 non hanno nessun termine di paragone con quello che abbiamo visto successivamente perchè il niño (ed i turisti ) non aveva ancora compiuto il suo "lavoro".

In quell'occasione facemmo l'escursione all'isola dei pescatori che era Dhangethi. Possiamo fare un paragone con il 1992 perchè nel 2005 abbiamo visitato la stessa isola partendo da Angaga.
Nel '92 ci trovammo in un'isola che aveva un paio di negozietti (ovviamente senza A/C), che offrivano pochi souvenir per i turisti, ed un paio di negozi ad una vetrina che vendevano qualche bevanda (ovviamente non fredda ma a temperatura ambiente!!!!!!!!) e qualche genere di prima necessità (sigarette ad esempio!!)
L'interno dell'isola e il suo lato sud, se si eccettuano appunto gli esercizi commerciali attuali, non è cambiato in nessun modo. Forse sono leggermente cambiati gli abitanti che vedono sotto un'altra luce i turisti di adesso che rappresentano una fonte, per tutti, di reddito.
Anche lo stesso pontile di attracco e l'ingresso al villaggio adesso sono sistemati da luogo per turisti con un bel "Welcome to Dhangethi" messo in bella vista.
Allora, al contrario, un semplice pontile e gli sguardi di qualche anziano accolsero il nostro arrivo.

Un'ultima spiegazione a chi si chiederà come mai venne abbandonato il trasporto con l'elicottero a favore dell'idrovolante. Oltre ai problemi legati alla minore flessibilità di questo mezzo di trasporto che aveva bisogno di isole da spogliare di vegetazione per atterrare, ci furono vari incidenti tra cui uno che coinvolse anche dei turisti italiani; questi episodi, in breve, consigliarono di optare per mezzi più sicuri come gli idrovolanti.

Ovviamente chi ha avuto la fortuna di visitare le Maldive anche prima del 1992 avrà visto una situazione ancora più particolare rispetto a quelle viste da noi sia per quanto riguarda la sistemazione sull'isola, sia per quanto riguarda i trasporti sia, infine, per quanto concerne gli aspetti legati alla vita dei maldiviani; il nostro augurio è, un giorno, di poter ospitare un racconto che risalga ancora più indietro nel tempo.

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