Dhiggiri
by Elena e Maurizio dal 31.01.06 - al 13.02.06

Questa volta abbiamo prenotato con largo anticipo per riuscire ad andare a Dhiggiri dopo due tentativi andati a vuoto. L prima volta sono arrivata tardi, era già tutto esaurito e la seconda non c’erano più voli disponibili. Finalmente è stata la volta buona.

Abbiamo prenotata con e-two-reisen, un agenzia di viaggi in Germania e tutto è filato liscio come l’olio.
Dalla prenotazione anticipata dei posti in aereo sia per l’andata che per il rientro dopo aver letto in internet di probabili overbooking, ai pasti vegetariani per me durante il volo con LTU, alla richiesta di poter avere un bungalow con bagno maldiviano. A Dhiggiri ve ne sono soltanto due, cioè il bungalow nr. 45 ed il nr. 47 e, puntualmente, ci è stato assegnato il nr. 47 che oltre ad avere il bagno aperto, a
nostro avviso, può vantare anche una posizione privilegiata rispetto a tutti gli altri.

Dhiggiri è un’isola veramente bellissima ricca com’è di tantissime palme da cocco, una vegetazione molto rigogliosa ed una favolosa lingua di sabbia.
Dopo essere stati a Maayafushi, Bathala e Helengeli, dal punto di vista estetico, Dhiggiri è sicuramente la più incantevole

In precedenza, in internet, avevo letto spesso che a Dhiggiri le pietanze vengono servite fredde. Questo era il mio grande interrogativo: passeremo due settimane a mangiare cibo freddo o non sarà poi cosi tragica la cosa? Domanda questa , fondamentale per che si reca alle Maldive.
The most important question!!!
Nulla di tutto ciò. I cibi vengono serviti alla temperatura che compete ad ogni una di loro. La pasta, il riso e le minestre sono calde, cosi come i secondi a base di pesce o carne e come del resto anche i vari contorni. Contorni di verdura particolari, insalate, frutta e dolci sono freddi. Mi pare che tutto sia in regola. Fortunatamente questo peso me lo sono tolto di torno subito.

Tuttavia, mi permetto una considerazione personale, con una temperatura che si aggira sempre attorno ai 30°C, anche tiepido andrebbe più che bene.

Il venerdì, come vuole la tradizione, la serata è improntata sul maldiviano, con cibi tipici, molto saporiti e piccanti. Una festa per il palato. Sempre tutto ottimo.

Nella formula A.I. sono comprese tutte le bevande tranne prodotti di marca come p.e. vino italiano, whisky oppure l’acqua in bottiglia ed il caffè espresso.

I bungalows

I bungalows sono cosi suddivisi: 20 overwater e 25 beach bungalows.
Come ho già accennato il nr. 47 è situato in una posizione particolarmente felice rispetto agli altri, perché in primo luogo non ha altri bungalow sulla sua destra e quello situato a sinistra è maggiormente distanziato rispetto agli spazi che dividono tutti gli altri. Gli altri bungalow, a mio avviso, sono veramente costruiti in modo troppo ravvicinato l’uno dall’altro.

Gli overwater sono arredati allo stesso modo dei beach ma leggermente inferiori nelle misure. Consigliabile direi sono quelli che vanno dal nr. 1 al nr. 5. Dopo si risente troppo della vicinanza del generatore, fino al nr. 12 ca. e l’ultimo sta quasi all’asciutto sebbene è possibile raggiungere direttamente anche da questo la laguna scendendo la scaletta.Tutti sono dotati di A/C, ventilatore a pale, mini-bar, safe, asciugacapelli, patio con sdraio e tavolino. Particolarmente comode le strutture all’entrata, una per appendere asciugamani molto ampia ed una ulteriore per infilarvi le pinne.
Vengono rigovernati due volte al giorno ed ogni sera, al rientro, si trova il letto con le lenzuola piegate in modo diverso. In due settimane non abbiamo mai visto lo stesso disegno, perché si tratta di disegni, delle vere, piccole opere d’arte.
Gli adattatori vengono messi a disposizione alla reception come del resto anche i teli mare.

Il personale

Il personale sempre gentilissimo e disponibilissimo. Dal direttore al signore che passava le giornate a raccogliere le foglie cadute.
Tutto lo staff merita un grosso applauso. Professionali e mai insistenti. Lo stesso va detto di tutta la crew del centro subacqueo, preparati, gentilissimi e dotati di tanta, no tantissima pazienza.

Dal personale locale, basta chiedere ad un cameriere oppure ad un giardiniere, è possibile farsi creare dei fantastici souveniers. Dalla stuoia intrecciata con le foglie di palma, agli uccellini, ai pesci ai delfini fatti con la noce di cocco, la loro bravura e maestria nel realizzare questi oggetti è sbalorditiva.

In alcuni momenti della giornata c’è Romi, bravissimo chitarrista che con la sua musica intrattiene e rallegra gli ospiti. Suona poi alla sera, prima che inizi la serata di animazione vera e propria. A mio avviso ne indispensabile ne necessaria alle Maldive, ma considerando che tutto viene svolto senza forzature ed è di norma divertente e coinvolgente, tutto sommato è accettabile. Romi, sempre disponibile per qualsiasi richiesta, dalla “camicia nera” ai CCR il suo repertorio è vastissimo con una attenzione particolare ai Pink Floyd e Santana. Questo era dovuta e andava detto.

Ogni sera viene proposto un gioco diverso nel quale lo staff riesce a coinvolgere sia gli ospiti italiani, sia quelli tedeschi nonché quelli inglesi. Per tanto chi vuole ha la possibilità di partecipare nella sua lingua e nessuno si deve sentire escluso oppure un ospite di 2° classe, la cosi detta 5a ruota del carro!

House reef, snorkeling e centro diving

L' house reef si trova in uno stadio intermedio, tra I danni causati da El Ninjo ed una lenta ripresa. I pesci sono tutti presenti.
Ci sono alcune specie che fino ad ora non avevo visto, per citarne una i Balestra dalla pinna gialla. Non ne avevo mai incontrati e, sulle prime, mi meravigliavo del loro muso marcatamente colorato, di un colore albicocca intenso. Strano “Balestra” pensavo. Senza dubbio meno bellicoso dei suoi cugini “Titano” e con la loro indole più mansueta hanno ai miei occhi, come dire, “salvato un po’ la faccia della famiglia”.

Dhiggiri è posta sul bordo estremo dell’atollo di Felidhu, conseguentemente le correnti possono essere notevoli.
Stranamente pochissimi ospiti italiani praticavano lo snorkeling o partecipano alle gite a pagamento. Questi prediligevano stare al sole tutto il giorno per tornare a casa provvisti di una abbronzatura sicuramente più che invidiabile ma al contempo perdendo molte delle bellezze che offre l’oceano Indiano.

Inoltre non sono inclini a partecipare alle gite organizzate di snorkling che portano in siti veramente entusiasmanti, dove pare che Ninjo e Tsunami non siano mai esistiti.
Si possono vedere dei coralli assolutamente intatti, dai colori sgargianti e circondati da tutto ciò che è munito di branchie e pinne. Queste gite ripagano ampiamente del reef un tantino sciupato che circonda Dhiggiri.

In compenso Dhiggiri ha una laguna favolosa in cui, nuotando verso il house reef è già possibile vedere svariati tipi di pesci che nuotano intorno ai piccoli blocchi di corallo come balestra Picasso, i balestra striati, piccoli pappagalli, chirurgo e quant’altro.

Al raggiungimento di una quota di partecipanti di almeno 10 persone, viene effettuata una gita all’isola disabitata che, a dire il vero, non è nemmeno un’isola vista la presenza di una unica palma da cocco. Per lo standard maldiviano per potersi fregiare con l’epiteto di “isola” se ne devono contare almeno tre, quindi ne ha ancora di strada davanti a sè questa.
Tuttavia è ricoperta da una fitta vegetazione al suo interno, pur essendo piccolissima e che offre abbondante ombra nelle ore più calde della giornata.
Si approda all’isoletta, si scende dal dhoni per fare dello snorkeling durante il quale si rimane davvero stupefatti dalla bellezza del reef, quasi increduli.

Nel frattempo il personale predispone tutto per una grigliata e usciti dall’acqua si viene accolti da una tavola imbandita ed un buffet che non ha nulla da invidiare a quello proposto tutti i giorni a Dhiggiri. Dalla pasta “al dente” alla frutta c’è tutto.
Nel pomeriggio chi vuole può ributtarsi in quel mare incredibile, sia per lo snorkeling che in laguna nella quale si può già assaporare quello che ti aspetta poco oltre. Una laguna nella quale ci sono dei coralli coloratissimi, pesci di ogni sorta e genere, dalle piccole castagnole, ai vari balestra, farfalla, chirurgo, il repertorio è di certo al gran completo.
Verso le 18:00h si riparte alla volta di Dhiggiri che dista ca. 45 minuti, anche se nessuno pareva essere ben disposto a lasciare quel minuscolo ma incantevole pezzetto di paradiso.
Per chi lo desiderasse è possibile anche trascorrervi una notte intera sull’isola di “Robinson”.

I sub a loro volta hanno innumerevoli siti dove potersi immergere. Di volta in volta gli istruttori e la crew li portano sempre in luoghi diversi, come ad esempio all’Alimatha Kandu situato tra l’isola omonima ed una thila. Il corallo che si può ammirare anche qui è assolutamente strepitoso inoltre c’è un buon passaggio di pesci grossi come squali grigi e pinna bianca.

Purtroppo dall’isola di Alimatha giunge un frastuono assordante, una musica da “bagno di Gigi” a Cesenatico. Non so per quanto tempo nell’arco di una giornata i dB siano tenuti a quel livello rintronante, ma sicuramente non è l’isola che metterò nella cerchia ristretta per le prossime vacanze. Inoltre correva voce che al momento del nostro soggiorno a Dhiggiri, sull’isola vi era una presenza di bambini piuttosto nutrita, tra i 70 e 75 e questo, associato alla musica, mi ha tolto dalla testa Alimatha come possibile, futura meta una volta per tutte.

Al “risarcimento del rumoroso impatto” ci ha pensato la stessa natura regalandoci una splendida tartaruga emersa proprio in quel mentre ed il passaggio di un gruppetto di delfini, sempre ambiti e graditissimi a tutti.
Il centro diving è gestito da personale che parla italiano, tedesco ed inglese.
Ci sono Stefania, Dafne, Roger ed il “leader” Ali. Tutti particolarmente gentili e disponibili nonché, ovviamente, preparati e come già accennato dotati di grande pazienza. Naturalmente ogni volta che qualcuno dei loro allievi riesce ad ottenere il brevetto sub è festa grande ed alla sera l’avvenimento viene degnamente festeggiato.

Altre escursioni e varie

Ci si può prenotare per l’isola dei pescatori che, con la formula A.I., prevede una gita gratuita e dove si possono effettuare acquisti nei piccoli negozietti.
Più che lo shopping stesso è stato molto interessante vedere l’albero del pane, la scuola, la “fabbrica” dei dhoni nonché un albero tanto vecchio che nessuno ormai ne rammenta l’età e che è enorme all’inverosimile.

Una scelta esagerata di souverniers tuttavia si trova anche nel negozio di Dhiggiri che è veramente ben fornito.

Al centro sport acquatici si possono noleggiare windsurf e canoe gratuitamente. Il catamarano, invece, è a pagamento.

Sull’isola si trova anche un centro massaggi gestito da due ragazze indiane che con le loro sapienti mani e l’ausilio di oli eterici, rinfrancano il corpo e la mente.

Dhiggiri è abitata da alcuni aironi, con uno dei quali si è creato un particolare feeling dal primo istante. Infatti nei momenti di relax sul patio oppure in spiaggia, era sua abitudine tenermi compagnia. Pensavo fosse particolarmente abituato alla gente ma tuttavia, ho potuto notare con stupore che da altri non gradiva nemmeno essere fotografato e se la dava ad ali. Motivo particolare d’orgoglio ovviamente per me, grande amica degli animali.

Altri abitanti autoctoni sono i paguri, se pur non ve ne siano molti, qualche granchio, corvi, le lucertole, che alcuni chiamano iguane, coloratissime, una specie di merli indiani molto loquaci, una gallina simpaticissima ed un volatile del quale purtroppo non conosco il nome che però si fa sentire in modo squillante allo spuntare del sole e funge alla perfezione da sveglia. Per questa sua abitudine molto mattiniera purtroppo si è anche fatto qualche nemico ed attirata l’antipatia di taluni, uno in particolare, che alla prima occasione, individuata la pianta sulla quale si trovava – anche se nel frattempo si era fatto pomeriggio – lo ha scacciato in malo modo. Inutile precisare che detta persona si è attirata tutta la mia più profonda antipatia della quale sono capace quando incontro individui che pensano di avere potere e diritto su tutto e tutti.

Dimenticavo: a colazione, una volta che si è portato un piatto al tavolo che contenga pane o dolci è preferibile coprirlo con un altro piatto se lo si abbandona anche solo per poco, a meno che non si sia disposti a rifornirsi nuovamente di vettovaglie. Causa i corvi che non disdegnano le deliziose brioche e le altre dolci prelibatezze che si trovano ogni mattina al buffet.
Le espressioni sbigottite della gente che al loro ritorno al tavolo si vede defraudata di parte della propria colazione, alla visione del piatto che misteriosamente ed improvvisamente si svuotato … varrebbe un capitolino a parte.

Concludendo:

Dhiggiri è un’isola veramente graziosa, con tutte le sue belle palme, la fitta vegetazione, le infrastrutture curate ed accoglienti. La gestione è impeccabile e tutto, almeno visto dalla parte dell’ospite, fila a meraviglia per la soddisfazione di tutti e per una vacanza di massimo relax e spensieratezza.
Prendendo in considerazione questi aspetti, mi recherei a Dhiggiri anche la prossima volta.
Però, ora arriva il però, dopo essere stati a Helengeli, un’isola immersa nell’assoluto silenzio, non essendo noi grandi fautori di animazione e giochi serali, opterei per un luogo meno “animato” anche se il “movimento” si limita a quelle poche ore alla sera dopo cena.
Più importante certamente è il fattore pesci che come si sa, nell’atollo di Ari è leggendario e questi due aspetti faranno si, che la prossima volta sceglieremo un’isola senza animazione e presumibilmente dell’atollo di Ari.