Italia - Lampedusa (La mia Africa)
by Andrea (Apelab) / Settembre 2005
LAMPEDUSA....Stupenda!!!
Andiamo con ordine, però...
Lo sappiamo: il viaggio inizia prima di partire e noi
per prepararci, sapendo di avere ferie programmate per la fine di
settembre, ad inizio mese (ma anche di tanto in tanto nelle noiose
giornate lavorative di agosto) iniziamo a lanciare e lanciarci idee
su dove poggiare le stanche membra in quella lontana settimana di
inizio autunno.
Come sempre i dubbi e le incertezze regnano sovrani, si discute come
poli opposti, quasi dovessimo varare la nuova legge finanziaria. Facciamo
nell’ordine: il giro del mondo su carta con un elenco di località,
già viste e non; il giro del mondo (della ns. città)
delle agenzie di viaggio e delle relative bacheche di offerte (o presunte
tali) last minute last second e affini; il giro del mondo (virtuale,
ma poi non tanto) di siti web e quanto altro rintracciabile in rete
(con conseguente sfregamento di mani del gestore della connessione
che ancora ci aveva come utenti a consumo....).
Il risultato di tutto ciò si traduce in una
cosa sola... non siamo riusciti a deciderci. Anzi forse alla fine
SI, tant’è che con tutto questo mulinare di idee, proposte,
depliant, opinioni etc etc, rimane la più appetibile quell’idea
che già da qualche mese ci gironzolava per la mente, in attesa
di aprircela: Lampedusa, la risposta alle ns. esigenze che volevano
una vacanza al caldo, uno spostamento abbastanza veloce e una spesa
non esagerata.
Inizia ora la seconda fase, la ricerca della sistemazione
e l’organizzazione del viaggio.
Riprendiamo in mano il pacco di depliant che avevamo già in
dotazione, aggiungendone anche altri, perché nel frattempo
qualcuno era stato cestinato (“perché tanto non serve
a niente...solo a far polvere in salotto”), rifacendo un rapido
tour delle agenzie a controllare anche che nel frattempo non fosse
uscita la supermegamaxiofferta da prendere al volo (che ovviamente
non esisteva...).
Dopo i primi contatti telematici e telefonici con strutture del posto,
incominciano i momenti di “terrore”: gli hotel costano
un botto, gli appartamenti chissà come e dove sono, il volo
non si trova e quei pochi sono a prezzo AEROTAXI...Caspita, mi sa
che dobbiamo rimettere in discussione tutto quanto...
Continuando
a navigare per riuscire ad arrivare a prendere quella che per noi
stava diventando una chimera, scopriamo il motivo dei problemi di
posti aerei: in quel periodo c’è il pieno di gente perché
c’è un evento musicale chiamato O’SCIA’ (che
poi scopriremo voler dire “mio fiato, mio respiro, fratello
mio” ... un saluto molto affettuoso), organizzato da Claudio
Baglioni con tanti altri ospiti partecipanti, che dura 3 giorni. La
signora a questo punto, essendo fan del brizzolato, inizia a sbattere
i piedi per terra proprio come fanno i bambini in preda ad una picca
e sentenzia: “Ci dobbiamo andare anche noi, in tutti i modi
”.... Con gioia le rispondo “certo cara, ora esco a giocare
il 6 vincente al superenalotto, poi noleggio un LearJet con pilota
e co-pilota rispettivamente John Travolta (che non sarà bello
ma almeno sa pilotare...sai voglio arrivarci a Lampedusa) e Tom Cruise,
tanto in quel periodo sono liberi, come steward Brad Pitt (che non
sono sicuro che possa... al peggio magari lo chiedo a Pupo, sta qui
vicino e prima che cominci Affari tuoi, pagando, accetta di sicuro...)
e hostess la Bellucci (aho... che voi gode’ solo te?? C’è
un amico a Città di Castello che la conosce e dice che forse
sarebbe disponibile...).
Insomma, per non annoiarvi oltremisura, riusciamo nell’intento
dopo aver anche spostato le ferie e fatto si che tutte le congiunzioni
astrali si allineassero per il verso giusto: volo Meridiana FI-PA-Lampedusa
e ritorno (purtroppo) a costo quasi accettabile e appartamento a costo
molto conveniente che ci attende, trovato dietro dritta di una collega
della mogliettina.
Poco dopo le 17, con ritardo trascurabile, stacchiamo
le ruote da terra dalla cartooniana pista di Peretola alla volta della
tappa intermedia. Mi accomodo e attendo con ansia, seppur nella brevità
del volo, un piccolo spuntino (visto che mi ero alzato alle 6, avevo
lavorato ed ero scappato dall’ufficio e da una riunione senza
mangiare, per correre a prendere ‘sto benedetto volo...). Le
signorine passano, ma quello che hanno da offrire è solo un
limpido bicchiere d’acqua con le bolle...vabbè. Neanche
riusciamo a finire il bicchiere d’acqua che sentiamo l’aereo
inizia la discesa ... arriviamo Paleeeimmmo. L’aria nella “capitale”
siciliana è già diversa e pregustiamo quello che ci
aspetta all’arrivo a Lampedusa dopo solo altri 30-35 minuti
di volo: l’estate.
L’aeroporto è piccolo e noi passeggeri appena arrivati
in attesa di ritirare i bagagli riusciamo a riempirlo, ma non è
niente in confronto delle decine e decine di persone, famiglie al
completo che da fuori entrano ad accogliere e abbracciare urlanti
i parenti ritornati a casa per quella che è la settimana della
festa del paese: si, scopriamo che in questi giorni c’è
anche questo evento molto sentito dai Lampedusani, tanto che richiama
anche tutti coloro che hanno lasciato l’isola per vivere e lavorare
o studiare nelle città della sorellona maggiore.
Il padrone di casa ci attende, puntuale, per portarci a destinazione
e nel breve tragitto oltre a fare mille domande al malcapitato, passiamo
attraverso il paese ammirandone da subito la semplicità e la
caratteristica originalità e confusione delle case basse bianche
e colorate. La fame a questo punto si fa sentire e preso possesso
di quel gioiellino di appartamento che ci ospiterà per 8 giorni
(veramente carino, tranquillo, pulito, perfetto), ci dirigiamo verso
il porto vecchio con lo scooter che ci ha dato in dotazione a prezzo
irrisorio, dove prima passando abbiamo visto che c’era la sagra
del pesce...
Inizio non poteva essere più bello: sulla spiaggia un enorme
bancone dove su tre lati si affollano numerosi e affamati avventori,
ci tuffiamo in mezzo agli altri, prima cercando la cassa, poi scoperto
che non esiste perché qui le sagre sono gratis (pagate dalla
regione Sicilia), cerchiamo di farci spazio tra la folla che urla
fischia chiama i volontari addetti alla cottura sul posto di casse
di pesce freschissimo ed alla distribuzione di meloni, acqua birra...ma
soprattutto vino. Non passano due minuti che i locali già ci
hanno riconosciuto: “voi siete arrivati stasera”... e
tanto detto e fatto facciamo “amicizia” con 3 o 4 simpatici
ragazzi che fanno a gara nel porgerci piatti colmi di calamari, triglie
sogliole paranza e quanto altro. Il cartone di vino rapidamente si
alleggerisce, così come le gambe e la mente... cerco di fare
qualche foto ma viene immancabilmente mossa; riusciamo a placare lo
stomaco, quando ancora in piena mischia stile rugby per soddisfare
la gola, appare quella che alla moglie appare una visione (mentre
a me solo un disturbo nel regolare svolgimento della sagra e della
distribuzione dei beni di conforto): Baglioni, qui a Lampedusa ormai
di casa, fa un’improvvisata e si mette al centro della zona
cottura a farsi fotografare con i poveri sudati puzzolenti volontari
che interrompono quel micidiale ma piacevole flusso di ogni bendiddio.
Lara non crede ai suoi occhi e scuotendomi, facendo quasi cadere il
mio e suo ultimo (di una lunga serie) piatto di pesce mi intima di
scattare foto a raffica. Io eseguo...in quelle condizioni (di vino
e del resto) può essere pericolosa, ma il risultato è
pessimo e vuoi per la gente, vuoi per la luce, vuoi per le mani unte
che mi fanno scivolare la digitale da tutte le parti, riesco solo
a fare una foto quasi decente con il naso ed i capelli del VIP (tutto
il resto della faccia è coperto da un neonato preso in collo
... manco fosse il Papa...). A quel punto, preso dalla disperazione
e sballottato a destra dalla gente, a manca dalla moglie, decido di
proseguire con la cena, quando la vedo, scodella di triglie fritte
alla mano, lanciarsi all’inseguimento del cantante e farsi schioccare
due baci sulle guance come se incontrasse una vecchia amica. Ecco
ora è contenta e (parole sue) si potrebbe anche tornare a casa...
L’indomani,
ripresi dalla mezza (o forse +) sbornia, inizia la vacanza vera.
Siamo decisi a girarla tutta l’isola, ma la prima tappa non
può che essere la Spiaggia dei Conigli.
Riserva naturale, presidiata dai volontari di Legambiente, si raggiunge
dopo qualche km di strada, a piedi, lasciando il motorino in mezzo
ai tanti altri, e quando dall’alto si apre il panorama è
veramente un’emozione straordinaria. La natura ed il paesaggio
ti colpiscono dritto al cuore, prende, anzi aumenta la voglia di guardarti
intorno per ore e minuti e la discesa alla spiaggia benché
ripida (anche se facile) è veloce. La spiaggia ed il mare sono
fantastici, c’è diversa gente ovviamente, ma quello che
c’è di bello è che non ci sono barche (è
vietato anche il transito) e tutti (o quasi) contribuiscono a mantenere
pulito ed intatto questo angolo di paradiso.
Nei giorni seguenti visitiamo tutta l’isola,
cercando anche le spiagge più piccole e quelle raggiungibili
con più difficoltà, ma questa sicuramente è indimenticabile.
Tutte sono belle, il mare è caldo e quasi sempre calmo, lo
scirocco che è lo spauracchio di tutti i villeggianti, perché
muove il mare e rende meno vivibili molte spiagge, non si fa vivo.
Degna di nota è anche la spiaggia dei Pulcini, preferibile
per chi non vuole stare in un posto affollatissimo, ma ha un accesso
da terra veramente impervio, da percorrere con molta attenzione. Parlando
con altra gente, scopriamo poi che ce n’è un altro che
passa attraverso il canyon di spalle alla spiaggia, ma seppur più
comodo, è molto lungo. Inoltre, dopo perlustrazione personale,
scopriremo un ulteriore accesso che la collega alla spiaggia dei Conigli,
dopo un’affascinate passeggiata sulle scogliere a picco sul
mare...da non perdere.
La terza nostra preferita (che poi non è una spiaggia) è
Mar Morto sul lato est, zona con piscine naturali, trampolini per
tuffi dagli scogli improvvisati e pesci sott’acqua che valgono
il prezzo di una giornata “scomoda” passata a trovare
la posizione tra uno spuntone di roccia ed una rientranza sulla pietra
lavica: indispensabili qui, ma anche dalle altre parti (oltre a scarpette
da ginnastica per raggiungere le spiagge, anche quelle più
lontane, appunto), ciabattine di gomma “tipo Mar Rosso”,
per disimpegnarsi senza farsi male.
Da non perdere assolutamente poi, il giro dell'isola in barca, altra
meraviglia della vacanza; noi l'abbiamo fatto in solitaria, noleggiando
uno dei tanti motoscafini con motore 40HP che ci ha permesso di andare
e venire come e dove ci pareva e regalarci altre immagini indimenticabili
del posto.
La vita notturna: non è un posto da nottambuli
o discotecari, ma si riesce a fare tardi comunque...le serate si passano
quasi esclusivamente sulla via principale, Via Roma, dove si affollano
turisti e non tra i tanti fornitissimi negozi e banchini. I bar/pub
offrono comode sedute e vista sul passaggio, oltre al piano bar all’aperto
frequentatissimo del locale più conosciuto dell’isola,
il 13.5
Questo periodo però c’è l’eccezione dei
concerti alla Spiaggia della Guitgia: 3 giorni di musica, dalle prove
il pomeriggio, allo spettacolo che inizia puntualmente qualche minuto
dopo le nove, guidato e supervisionato dall’infaticabile Baglioni
che accoglie tanti altri musicisti, da lui invitati, che si esibiscono
dal vivo da soli e in duetti con lui, gratuitamente, per la gioia
delle migliaia di persone tranquillamente sedute o in piedi sulla
sabbia. E’ una festa per tutti e le serate scorrono velocemente.
Il motivo trainante e lo scopo della manifestazione è quello
di portare l’attenzione del pubblico e dei media sull’isola,
tristemente conosciuta quasi solo per gli sbarchi degli immigrati,
e su questo fenomeno perché se ne parli non solo dal punto
di vista della notizia presa e messa lì, ma perché gli
organi competenti si muovano e rivolgano le loro attenzioni in maniera
più costruttiva e risolutiva possibile.
Gli
arrivi ci sono stati anche nel periodo in cui eravamo là, ma
non si tratta di veri e propri sbarchi perché gli impagabili
uomini della Guardia Costiera intercettano i barconi al largo delle
coste e caricano i poveri immigrati sulle loro motovedette, accompagnandoli
alla sospirata quanto effimera terra promessa. Questo fa si che, come
dicono gli stessi isolani, della cosa si sappia solo dalla televisione
o dai giornali, perché se non ti trovi al porto nel preciso
istante in cui tornano le motovedette, non ci si accorge di nulla.
E, ironia della sorte, uno degli arrivi c’è stato la
sera della festa Patronale, in cui migliaia di persone, noi compresi,
dopo la coinvolgente processione del pomeriggio, erano appostate in
ogni dove e affacciate sul porto, e proprio dopo l’inizio dei
fuochi artificiali, che peraltro sono stati di una bellezza indescrivibile
per le geometrie, i colori e gli effetti creati con il riflesso e
l’aiuto dello specchio d’acqua della rada.
Altro momento toccante della vacanza, è stato
il giorno in cui, prima del tramonto, sono state liberate una decina
di tartarughe marine, in cura presso il centro dell’isola.
A Cala Madonna, uno stadio Maracanà naturale, ci siamo ritrovati
in centinaia forse migliaia, appollaiati sugli scogli e in piedi sulla
porzione di spiaggia non riservata ai volontari. Eravamo una piccola
(mica tanto...) folla vociante che d'improvviso all'arrivo dei catini
con le creature, faticosamente portati dai ragazzi e ragazze della
clinica, dopo un oohhhhhh di meraviglia, si è zittita rispettosa
ad ascoltare il racconto toccante e le raccomandazioni della responsabile.
Le tartarughe, messe in fila sulla spiaggia, seguite da miriadi di
occhi e di obiettivi, in un silenzio irreale, ad una ad una, passo
dopo passo, si sono incamminate verso il mare e la libertà,
scomparendo alla nostra vista immergendosi, seguite per qualche metro
sott'acqua da una delle ragazze che poi come altre, è uscita
in lacrime come per la perdita di una persona cara.
Basta, non vi voglio più annoiare, o non vi
voglio "svelare" altro di questa meraviglia del mediterraneo
perché credo che valga assolutamente la pena andare, almeno
una volta.
A noi è piaciuta talmente tanto che ci siamo già prenotati
per il prossimo anno...il problema è tenere duro tutto questo
tempo...il mal d'Africa già ci attanaglia.
p.s. come dite?? le foto? ah ...ehm ... non ve lo avevo
detto...? la digitale, non ha resistito ai panorami e al mare, quindi
si è voluta assolutamente buttare pure lei...stonnk stonkk
splash (rumore rispettivamente dei due rimbalzi sugli scogli e del
ingresso carpiato - male - in acqua). De profundis...qualche scatto
si è salvato...appena riesco aggiungo...