Sharm Sea Life
by Andrea e Daniela aprile 2006
Dopo aver guardato destinazioni ovunque nel mondo (più o meno), ripieghiamo sul Mar Rosso obbligati dal fatto di avere solo otto giorni di vacanza e solo in quelle date.
La scelta, tra le località del Mar Rosso, è caduta su Sharm el Sheikh e più precisamente sul Sea Life, un Hotel posizionato nella zona di El Nabq poco a nord dell’aeroporto.
El Nabq è a circa 20 chilometri da Naama bay e di fronte ad essa ci sono i famosi reef di Tiran e, ovviamente, Tiran stessa. 
Rispetto alle altre “location” di Sharm, a El Nabq gli Hotel non sono ancora attaccati l’uno all’altro e quindi, tra essi, c’è ancora spazio per spicchi di deserto che arrivano al mare.
Uno dei difetti di questa zona è però la presenza frequente di vento che spira da nord-est e si incanala nello stretto di Tiran e, quando il vento è sostenuto, è impossibile fare snorkeling per la presenza di onde che rendono pericoloso avventurarsi oltre il reef.
Durante il nostro soggiorno il vento è stato presente nei primi due giorni, poi è cessato completamente per tre giorni per ripresentarsi, in seguito, di nuovo negli ultimi due giorni; il pomeriggio della partenza è improvvisamente calato tanto da permettere un’ultima snorkelata.
Il Sea Life dispone di 274 camere (per la maggior parte con letti doppi e solo alcune con il letto “king size”) e di un ristorante principale; esiste, anche, un ristorante giapponese (!!!!!!!!!) che però abbiamo sempre visto vuoto.
Quando arrivate e vi vengono assegnate le camere se non siete soddisfatti della collocazione è possibile chiedere di essere spostati. Vi consiglio, di fare questa richiesta con un biglietto da 5 euro in mano che è un ottimo viatico per essere accontentati. Alla reception prima vi diranno che per avere una camera vista mare dovete pagare un supplemento al giorno; a quel punto fate come ho fatto io; ringraziate cortesemente e andatevene. Dopo 5 minuti vi verranno a cercare e vi sistemeranno al meglio!
Sia il pranzo che la cena sono a buffet. Sul cibo non possiamo che dare una sufficienza dando la lode esclusivamente ai dolci, molto buoni.
Il personale dell’albergo, diversamente dalle altre esperienze in Egitto, era poco affabile e l’organizzazione dello stesso era molto confusa.
Passando dalla pensione completa all’All Inclusive si ha diritto, fino alle 23, a bere birra, vino, alcolici locali e caffè egiziano e in più a pranzare al bar della piscina o a quello sul mare dove vengono preparate pizze, hamburger, wurstel, etc.
Il Sea Life ha al suo fianco l’albergo Sea Club e tutti i clienti possono utilizzare i servizi di entrambi gli alberghi (ristorante, spiaggia, piscina, pontile) indifferentemente.

Il Sea Club è leggermente più vecchio come costruzione del Sea Life ed è più grande, ma sinceramente è molto più bello il Sea Life perché la costruzione si avvicina allo stile architettonico egiziano, mentre il Sea Club tende ad assomigliare ad un mega condominio. Per quanto riguarda il cibo al Sea Club possiamo dirvi che, dopo aver conosciuto delle persone del Sea Club e dopo averle invitate a mangiare con noi al nostro ristorante, queste venivano al Sea Life anche a fare colazione!!
Tornando al nostro albergo, bisogna segnalare che c’è poca disponibilità di lettini sia in piscina che in spiaggia quindi, o scendete presto alla mattina a posizionare gli asciugamani oppure non trovate posto sui lettini. A meno che, come ho visto fare a molti, non diate una mancia agli addetti che vi posizioneranno loro gli asciugamani.
Il reef prospiciente all'albergo, è bellissimo, molto colorato e vivo; per accedervi, si utilizza il pontile del Sea Club ma, purtroppo, abbiamo visto accedere al reef anche direttamente, senza cura dei danni che possono essere provocati ai coralli. La vigilanza per questi comportamenti è nulla tanto che solo una volta in una settimana abbiamo visto il personale richiamare chi si comportava in quel modo.
A sinistra del Sea Club e a destra del Sea Life, che come abbiamo detto sono contigui, non c'è nessuna costruzione turistica. In particolare, a destra del Sea Life, si estende una spiaggia fino ad una punta sabbiosa (molto rara a Sharm) da dove è possibile fare un bagno come “Dio” comanda oppure, nei giorni di mare mosso fare uno snorkeling piacevole comprensivo di un piccolo relitto diventato tana per molti pesci.
Quando siamo arrivati noi il diving del Sea Life (il Divingocean ) era ancora chiuso e ha aperto i battenti due giorni prima che partissimo. Ho parlato con una ragazza e mi diceva che si stavano organizzando anche per effettuare immersioni partendo dal pontile del Sea Club sfruttando quindi la breve distanza con Tiran per evitare il trasferimento al porto di Sharm.
In mancanza del Diving al Sea Life ho utilizzato quello presente al Sea Club (Holiday Service) che però organizzava le uscite esclusivamente partendo da Sharm e quasi tutte “Full day”. Ho quindi optato per la mezza giornata a Ras Mohammed con due immersioni e ritorno in albergo verso le 15.
Mi sono trovato molto bene con gli istruttori, molto professionali e attenti, godendomi, come seconda immersione, lo Shark&Jolanda Reef (la prima era stata il Jackfish reef).
Abbiamo poi fatto un’escursione di un giorno intero che vi consigliamo vivamente perché racchiude, in una sola giornata, cinque escursioni che, di solito, vengono organizzate singolarmente.
La giornata prevede infatti:
a) snorkeling al Blue Hole di Dahab; uno snorkeling mozzafiato su una parete a picco con coralli bellissimi. Purtroppo eravamo circa una settantina di persone e tra queste molte persone poco avvezze a snorkelare e quindi le “pinnate” addosso erano costanti. Ho fatto la mia litigata con un tedesco bel bello in piedi sul reef ma anche le guide non erano certo irreprensibili.
b) Cammellata dal Blue Hole, lungo il mare, nel parco naturale di Abu Grahim fino ad arrivare ad un accampamento beduino su di una spiaggia dove si pranza sotto le loro tende. E' possibile, per chi volesse farlo, effettuare uno snorkeling prima di pranzo, ma la barriera non era eccezionale. L’unica cosa piacevole erano i tantissimi anemoni visti con i relativi pesci pagliaccio.

c) Jeep Safari: partendo dalla spiaggia si percorre la costa per alcuni chilometri su strada bianca e poi si gira all’interno lungo un canyon. Si percorrono in questo modo circa 50 chilometri non vedendo alcun segno di vita umana e solo pochi accenni di vita costituiti da qualche raro albero e cespuglio e da qualche dromedario
d) The nell’oasi con la consueta presenza di bimbi e ragazzini che vogliono vendere dei braccialettini
e) Arrivo a Dahab per lo shopping; le guide cercheranno di farvi entrare in un posto dove c’è il museo del papiro e altri negozi per turisti dove loro hanno una percentuale. Mio consiglio? Girate per Dahab. Ci sono tanti negozietti di tutti i tipi dove finalmente troviamo egiziani simpatici e cortesi. I prezzi a Dahab per comprare ricordini sono molto inferiori a quelli praticati a Sharm e quindi per questo è quasi inutile contrattare.
In conclusione, il nostro soggiorno è stato più che positivo e possiamo consigliarlo a chi cerca tranquillità e rifugge dalla confusione.
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