Thinadoo- Casa Barabaru
by Roberto, Arianna ed Erika

spiaggiaA costo di risultare brutale, dico subito che sconsiglio l'esperienza di un soggiorno a casa Barabaru a chi è poco sensibile o a chi lo è troppo. I primi non capirebbero("Che ci faccio qui?", direbbe Chatwin), per i secondi il distacco del ritorno in motoscafo verso Male si rivelerebbe un dolore lancinante: come separarsi da una parte di sè. Proust, nella sua "Recherche", ha scritto che "il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuovi paesaggi, ma nell'avere nuovi occhi".
Io, a quasi 47 anni, sono finalmente riuscito a vedere con occhi nuovi. Non mi riferisco tanto all'incredibile bellezza di una natura selvaggia, che l'uomo per fortuna non è ancora riuscito a rovinare del tutto (ma la spazzatura che arriva ciclicamente sulle spiagge dalle navi da crociera e che dev'essere pazientemente tolta, è un'imperdonabile offesa al creato):non mi soffermerò a descriverle, quelle meraviglie, perchè è impossibile. Neppure le foto e i filmati rendono l'idea.
dhoniQuello che veramente è sorprendente e impagabile è la scoperta di un mondo che pensavo perduto per sempre. Parlo di Thinadhoo, perchè dal poco che ho potuto scoprire dalle Maldive è un' isola a sè. Qui gli abitanti (35) sono riusciti, se non proprio a fermare il tempo, quanto meno a rallentarlo: un prodigio che ti fa riassaporare piaceri perduti, come fermarsi a chiacchierare, la sera, davanti al mare, o improvvisare una partita a scacchi con gente che non parla la tua lingua, ma si fa capire benissimo. Qui il tempo per gli altri lo trovano sempre: e se c'è un problema, il problema diventa di tutti e l'intero villaggio, senza sollecitazioni, si muove con perfetta sincronia per risolverlo. Qui ciascuno vive profondamente il proprio senso religioso, ma non lo impone agli altri e tutti - se rispettosi delle altrui sensibilità, come è giusto che sia- vengono rispettati. Qui si vive prevalentemente di pesca e chi torna in barca con qualche preda, la divide con gli altri.
Il turismo, grazie a Mongi ed Elisa, è la scoperta dell'ultima ora: un bene, se resta circoscritto a un'opportunità per pochi amatori. Un rischio- un grosso rischio- se, degenerando, finirà con lo snaturare un'isola che più una località di vacanza è un luogo dell'anima. In passato, ho avuto la fortuna di visitare altri posti incantevoli come il Kenya e di provarne una malinconia struggente(il famoso "mal d'Africa"). Mai, però, mi era capitato dopo una vacanza così breve di ritornare a casa con la sensazione di aver lasciato a migliaia di km di distanza degli amici veri. Quelli che la sera ti mancano. E lo stesso vale per mia moglie e per mia figlia. Cito per tutti Wafir, una persona straordinaria che riesce a fare alla grande ogni cosa che fa e, come tutti quelli che sono grandi davvero, riesce a rimanere una persona semplice. E cito Mongi Elisa e Ibbe che con casa Barabaru ci hanno fatto il dono più grande: quello di aiutarci a riscoprire noi stessi. No, non credo proprio che a me, Arianna ed Erika basterà la consolazione di qualche foto.

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