Angaga
by Elena e Maurizio 22.010.07 - 07.02.07
Abbiamo prenotato di nuovo con l'agenzia tedesca e-two ed anche questa volta l'organizzazione è stata perfetta.
Siamo partiti da Malpensa con la Qatar Airlines , puntualissimi, via Doha e le due ore di attesa per ripartire alla volta di Hulule sono trascorsi rapidamente in un aeroporto che offre davvero di tutto.
Il servizio a bordo è impeccabile, i posti a sedere sono più ampi e comodi rispetto ad altri aerei, c'è un video sul retro di ogni poltrona, una gamma vastissima di intrattenimento con una scelta molto ampia tra film di ogni genere (una cinquantina), cartoni animati, commedie, film drammatici, giochi e musica. E' possibile anche crearsi una propria playliste scegliendo tra musica ed interpreti che vanno da Pavarotti a Eros Ramazzotti, da Mozart a Michael Jackson. Impossibile annoiarsi. Purtroppo a bordo c'erano un numero non indifferente di bambini, anche in tenerissima età, che hanno reso vano ogni tentativo di dormire, anche se per poco e per tanto il telecomando/joypad è venuto molto comodo.
Considerazioni generiche:
Arrivati ad Angaga è stata la prima volta che non mi sono sentita subito come a casa mia come accadeva solitamente.
I motivi non sono gravi ma sufficienti per pensare di non avere azzeccato l'isola giusta per noi. Poi questa sensazione con i giorni è svanita e nonostante alcune pecche la vacanza è stata bella e ci siamo riposati a dovere.
I primi giorni, tra i difetti da imputare all'isola, c'erano tante mosche al buffet come non ne avevo mai viste prima in vita mia. Erano ovunque appropriandosi di tutto, dalle insalate ai dolci, contorni e frutta.
Particolarmente sgradevole era il momento della colazione. Quando si alzava la carta stagnola che copriva sommariamente il pancarrè si alzava una nuvola di mosche che faceva desistere dall'andare oltre. Quando in tavola arrivava la marmellata non bastavano le mani ed i tovaglioli per scacciarle ed era un'impresa imburrare il pane, tenere d'occhio gli insetti e con cautela addentare il pane stando attenti che ….A pranzo il problema si ripresentava puntuale. Solo alla sera per cena davano una tregua. La seconda settimana fortunatamente è stata effettuata una disinfestazione generale che ha posto un freno all'invasione portando la situazione ad un livello ragionevole.
Sia a pranzo che a cena la scelta è ampia ma monotona. Ci sono per esempio quattro tipi di riso: in bianco, con pesce, con pollo ed al curry ma sono sempre quelli e dopo due settimane si inizia ad averne abbastanza. Di norma uno o due tipi di pasta, pollo, sempre un tipo di carne diverso e tanto pesce, sempre ottimo.
Nella formula A.I. oltre a vino, birra, ecc. ai pasti, sono compresi diversi cocktail ed uno sconto del 20% per un massaggio alla SPA.
I bungalow sono arredati con mobili chiari, scelta indispensabile a mio avviso, considerando che tranne la porta di accesso con i vetri scuri non vi sono finestre. Il bagno aperto non è ampio e bello come in altri resort ma è pur sempre un bagno aperto.
Erosione:
Altro fatto poco gradevole, se pur non imputabile a nessuno e francamente non so se dovuto alla stagione oppure al vento che sul lato est dell'isola soffiava a volte anche impetuosamente, è una vistosissima erosione. Ogni notte ampi tratti di spiaggia vengono letteralmente spazzati via dalla marea. Nelle due settimane della nostra permanenza sono spariti non meno di un metro e mezzo di spiaggia. Dai bungalow alla battigia si è formato un “gradino” alto ca. mezzo metro ed i primi giorni era possibile aggirare una pianta che dava verso il mare. Quando siamo partiti la pianta era a filo con il gradino e bisognava per forza entrare verso l'interno per aggirare quel punto. Scendere dal gradino è reso difficoltoso quasi ovunque dal groviglio di radici che giacciono scoperte e possibile solo in pochi, isolati punti.
Dalla sera alla mattina è stata divelta anche una delle scale che dalla spiaggia portano alla terrazza del bar assieme ad uno dei pali per l'illuminazione. Cosi, giorno dopo giorno, il mare si portava via qualcosa.
Si viene ripagati in parte sul lato ovest dell'isola dove c'è una grande spiaggia circondata dalla laguna che tuttavia a sua volta presenta un'altra peccuccia: l'acqua nella laguna, tra il pontile dove attraccano i dhoni ed il ristorante ha un odore piuttosto sgradevole, probabilmente a causa dello scarso riciclo d'acqua che per tanto ristagna. In alcuni punti anche la sabbia sul fondo presenta chiazze “sospette”.
House reef, laguna e centro diving:
Per vedere pesci ed altro basta recarsi in laguna e sotto il pontile che porta agli over water abbiamo osservato oltre ai “soliti” pesci anche dei pesci pipistrello, tre squali nutrice da uno piccolissimo ad uno che raggiungeva già ca. un metro di lunghezza, una murena gigante che vive proprio sotto il pontile ed un trigone di medie dimensioni. In laguna c'è però bisogno di un minimo di attenzione, dato che spesso ci sono razze che si posano sulla sabbia e ci si infilano mimetizzandosi perfettamente. Tuttavia abbiamo potuto osservare che avvicinandosi, di norma, sono loro ad andarsene.
Sul house reef stesso abbiamo visto una tartaruga il primo giorno, poi non se ne sono più viste. Ci sono piccoli squaletti pinna bianca e poi via via tutti gli altri. Nulla di eccezionale comunque.
Durante le immersioni gli avvistamenti erano già più interessanti. Il diving porta ogni giorni i subacquei in altre tila o reef di altre isole e, correnti permettendo, si possono fare degli avvistamenti interessanti ed anche i coralli sono in condizioni migliori di quelli di Angaga stessa. Purtroppo ho visto un corallo, di dimensioni ca. come un cavolfiore, strappato. Considerando che non meno di un centinaio di anni di lavoro da parte della natura giacevano ora sul fondo della laguna …Ci si chiede se è veramente troppo pretendere un minimo di rispetto e che bisogno ci sia di calpestare il corallo ….
Escursioni:
Le proposte veramente non sono molte. Si può ogni giorno salire sul dhoni per fotografare il tramonto. Poi c'era uno snorkeltripp per il quale non veniva mai raggiunto il numero minimo di partecipanti indispensabile perché venisse effettuato. Sulla carta inoltre veniva proposta la visita a Mirihi ed al Hilton e anche in questo caso non c'erano mai abbastanza persone interessate ad iscriversi e, naturalmente la solita pesca.
Personale:
Il personale del diving è diversissimo. Il simpatico Moosa, giapponese, sempre di buon umore e disposto ad una chiacchiera come del resto la sua collega, anche lei nipponica, gli altri, a parte Alex che cerca quanto meno di mostrare disponibilità e il collega maldiviano, lasciano piuttosto a desiderare in fatto di simpatia. Senza fare nomi qualcuno di questi pur di non dover salutare si gira dalla parte opposta quando “rischia” di incrociare anche solo con lo sguardo qualcuno. Nessuno pretende smancerie o che il personale si dedichi agli ospiti al di fuori del diving ed il loro lavoro di istruttori ma salutare almeno all'interno del diving, forse non sarebbe un grosso sacrificio. Stendiamo un velo su questi personaggi, nulla togliendo alla loro capacità in ambito professionale.
Il resto del personale, roomboy, i ragazzi del dhoni ed i camerieri invece, sono cordiali, simpatici ed efficientissimi.
Anees, il nostro cameriere al ristorante, credo si possa definire “un ragazzo simbolo” dei maldiviani che lavorano presso resort turistici. Capace, efficiente, cordiale, veloce e sempre disposto ad aiutarmi nei miei pietosi e goffi tentativi di rivolgermi al personale in dhivehi. Però alcune parole nuove siamo riusciti a ricordarcele, grazie ad Anees ed alla fine riuscivamo ad ordinare da bere le “cose giuste” nella “sua” lingua. Come molti lavora 11 mesi all'anno per 7 giorni alla settimana ed ora a marzo finalmente potrà tornare a casa per vedere la moglie ed il figlio che è nato in sua assenza.
Varie:
Accanto allo shop con i soliti souveniers c'è una biblioteca con alcune riviste e libri in svariate lingue dove si possono lasciare i propri libri letti per gli ospiti a venire. Come su altre isole c'è il “venditore” di noci ci cocco che passa ad orari regolari per chi fosse interessato ed una Spa della quale non ho approfittato. Nel vialetto di accesso ci sono sempre delle belle decorazioni floreali, fatte con petali di bougonville e frangipani lasciando però quasi spoglie le piante di quei fiori che profumano altrimenti in modo cosi meraviglioso ed è un vero peccato.
Concludendo:
Dopo un primo impatto un po' sofferto ad Angaga, nonostante appunto alcuni aspetti negativi, ci siamo trovati tutto sommato bene. L'isola è bella ed ha una fitta vegetazione. A rallegrare il ristorante ci pensa un airone che arriva nella speranza che “scappi” un boccone ed alcune volte viene anche accontentato dal personale. Altre invece viene cacciato, se pur con molto garbo, perché non tutti gli ospiti tollerano la sua presenza. Inoltre ci sono Samba, una gatta tenuta in molta considerazione da tutto il personale della cucina e del ristorante, praticamente intoccabile e sua figlia Jennifer, piuttosto schiva ma con degli occhi di un colore ocra-ambrato stupendo, mai visto prima. Scarafaggi 4, millepiedi (velenoso?) uno, quindi anche la presenza di insetti di norma poco graditi è abbastanza contenuta.
Con il tempo abbiamo avuto come sempre una straordinaria fortuna. Ha piovuto per due minuti e mezzo giusto quelle poche gocce per dare una parvenza di pioggia se cosi si può chiamare altrimenti avevamo il sole dalla mattina alla sera a parte qualche nuvoletta che se ne andava con la velocità con la quale era arrivata.
Bene, penso di avere detto tutto quindi non mi rimane che augurare ad Angaga che il momentaccio che sta vivendo sia del tutto eccezionale, di breve durata e che vento e maree non infieriscano oltre su sabbia e palme, perché sarebbe veramente un peccato se la spiaggia venisse erosa ulteriormente, soprattutto in modo talmente vistoso come lo abbiamo dovuto constatare noi giorno per giorno.
