Filitheyo

by Cristina -maggio 2009

Dopo anni da repeater al Madoogali, e' arduo decidere di cambiare isola e, ancor piu' arduo, farsene andare bene un'altra. Il tempo stringe e passo ogni minuto libero spulciando schede e racconti di viaggio. Le richieste sono le solite: un house reef vicino, zero animazione, no overwater, isola piccola, bagno maldiviano se possibile, cibo discreto e una bella spiaggia.

Alla fine, mi lascio incuriosire da Filitheyo, atollo di Faafu (o Nilandhe North), scendendo a patti su due di questi punti: l'isola e' grandicella e ci sono alcune overwater. Le recensioni trovate sui vari forum, soprattutto stranieri, sono pero' piuttosto buone e decido di buttarmi.
Prenoto per la prima volta tramite E-Two Travel. Chiedo preventivi via mail e la gentilissima Kornelia mi risponde sempre in pochissimi minuti. Tempo un paio di giorni, visto l'ottima offerta (diverse centinaia di euro in meno rispetto al catalogo italiano), decido di prenotare: pensione completa e trasferimento in idrovolante. Opziono il volo tramite il call center Eurofly (scopro che e' possibile bloccare prezzo e posti per dieci giorni) e do conferma a E-two Travel. Il giorno dopo ricevo conferma definitiva dall'agenzia e dall'isola. Pago tramite bonifico bancario e nei giorni seguenti ricevo una raccomandata dalla Germania con i documenti di viaggio e alcuni gadgets: il servizio sembra davvero efficiente, mi riprometto di viaggiare piu' spesso con loro in futuro, sempre che una volta a Male' ci sia davvero qualcuno ad aspettarci :-) In fase di prenotazione, richiedo il lato nord dell’isola, ma decido di mandare una mail direttamente anche a Filitheyo. Il resort manager mi risponde immediatamente: sono pienissimi, ma mi assicura che faranno il possibile per accontentare la mia richiesta.
Finalmente si parte. Non dovendo ritirare i documenti di viaggio in aereoporto, siamo i primi al check in e ce la caviamo velocissimi. Eurofly si fa notare come al solito: per la prima volta, vedo che mettono in vendita a 35 euro i posti "meno scomodi" in economy class: quelli vicino alle uscite di emergenza o in prima fila. Gulp. Il volo scorre via veloce. Male finalmente. Anche qui siamo i primi a passare il check passaporto (e il check influenza suina....) e a ritirare i bagagli.
Usciamo e ci dirigiamo al banchetto indicato sui documenti di E-Two Travel. Incredibile ma vero: l'agenzia esiste e i nostri documenti sono effettivamente li' insieme a un rappresentante di Filitheyo! Che miscredente che sono! ;-) Per di piu', non c'e' nessuno in coda.
Ci accompagnano al check in dell'idrovolante (FIR sui bagagli, che emozione!!!) e prendiamo il pullmino con la solita aria condizionata gelida per l'aereoporto della Maldivian Air Taxi. Tempo totale da quando l'aereo ha toccato terra: poco meno di 15 minuti. Incredibile. Mi sento davvero tedesca in questo momento :-) Siamo gli unici italiani diretti a Filitheyo.

Prendiamo l'idrovolante con una coppia di inglesi e qualche francese. Dopo 25 minuti di volo, i francesi scendono a Vilamendhoo (mi e’ parsa molto carina, ma ha due isole veramente troppo troppo vicine...) e dopo altri 25 minuti arriviamo (era ora!!!) a Fili. Ammariamo lontanissimi dall'isola. Il cielo e' coperto, c'e' vento e il mare e' decisamente mosso. Ci aggrappiamo alla piattaforma in legno, in balia delle onde, cercando di non cascar di sotto, mentre aspettiamo il dhoni. Vedo che i piloti chiudono e ancorano l'idrovolante e uno di loro attacca bottone, dicendomi che Fili e' molto bella e che lo staff e' di "good guys". Scopriro' poi che il resort e' un punto di ristoro e di pernottamento per il personale MAT: hanno spesso un tavolo riservato a pranzo e se il giorno seguente hanno un volo per Male molto presto, si fermano per la notte.

Il dhoni arriva infine. L'"aereoporto di Filitheyo" e' lontanuccio: 15 minuti dalla terra ferma. Io comincio a sentirmi un po' spaesata e iniziano a passarmi per il cervellino i paragoni con il Madoogali. Il cielo scuro e minaccioso non aiuta...
filitheyoArriviamo finalmente alla reception e ci viene offerto il classico cocktail di benvenuto con salviettine rinfrescanti. Una delle ragazze balinesi della SPA mi offre un massaggio gratuito di pochi minuti per rilassare collo e schiena dopo il viaggio. Accetto con piacere e, visto le "dita magiche", mi riprometto di provare un massaggio piu' lungo nei giorni che seguiranno. Il guest relationship manager ci consegna le chiavi del bungalow, scusandosi di non esser riuscito a sistemarci nella zona dell'isola da noi richiesta: ahia.. cominciamo male.... Mi dice che il resort e' pienissimo, ma che entro sera ci fara' sapere qualcosa e ci ventila un possibile spostamento gia' la mattina seguente.

Io sono un po' dubbiosa, ma ci assicura che il lato est dell'isola viene considerato solo come accomodamento temporaneo e che gli ospiti vengono spostati non appena possibile. Ci accompagna personalmente al bungalow. Camminiamo e camminiamo. Cavolo quanto e' grande quest'isola!!! (cioe'.. si fa per dire.. grande rispetto alle altre dove sono stata: 900x300mt) La vegetazione e' rigogliosa, soprattutto al centro dell’isola, mentre non vedo fiori. Ci assegnano la camera 124. Ahime' esattamente nel tratto di isola dove non c'e' spiaggia e dove lo snorkeling non e' praticabile, per via delle fortissime correnti. Mi intristisco leggermente e cominciano a venirmi i primi dubbi sulla scelta fatta. Persino la giara fuori dal bungalow per sciacquarsi i piedi dalla sabbia mi sembra scomoda e mi sento inesorabilmente sulla via della paranoia acuta da Madoogali.....
Il tempo e' pessimo. Davanti al nostro bungalow la vista e' un po' triste e troppo "selvaggia": un intrico di arbusti e vegetazione, zero spiaggia e onde notevoli. Decidiamo quindi di andare a pisolare un po' sulle sdraio davanti alla piscina. In giro non si vede quasi anima viva. Solo qualche tedesco che beve cocktail in piscina (scopriro' poi che fino alle 5 c'e' il 50% di sconto sui drinks al sunset bar e quindi i teutonici e gli inglesi ne approfittano....) e che non ci fila proprio di striscio. Il mare e' mosso e poco dopo comincia anche a piovere. Forte. Sigh.

Ritornati al bungalow pero', sorpresa! Una lettera infilata sotto la porta ci informa che il giorno dopo si cambia stanza: ritireranno i nostri bagagli per accompagnarci al bungalow 79. Perfetto! Proprio nella zona che volevo e che avevo richiesto via mail! Sono stati davvero di parola. Non me l'aspettavo. Siamo stanchissimi. Cena e a nanna. Ma prima il briefing sui servizi dell'isola.

C'e' Sanne una ragazza tedesca del Werner Lau che ci racconta del diving e dello snorkeling attorno all'isola, il ragazzo che si occupa dei corsi di catamarano, windsurf e canoa, e un membro dello staff che ci racconta le varie escursioni: nessuno verra' a chiederci piu' nulla durante il soggiorno ne' a pressarci per partecipare alle attivita'. Nella sala attigua alla reception, vi sono dei cartelloni dove iscriversi alle varie escursioni: tutto self-service. Le canoniche uscite snorkeling safari, pesca notturna, isola deserta, island hopping (visita di piu' isole) etc...
La mattina dopo mi alzo alle sette. A Fili c'e' la stessa ora di Male', quindi il sole sorge davvero presto e alle 5.30 gia' tramonta. C'e' il sole e i colori sono tornati al loro posto. Cosi' va decisamente meglio. Mi scrollo di dosso le paturnie e la stanchezza del giorno prima e comincio a guardarmi attorno sul serio mentre andiamo a fare colazione.
Filitheyo mi conquista lentamente. La prima cosa che noto e' il silenzio e la tranquillita' assoluta che regna sull'isola. Le camere sono tante (126, di cui 16 overwater), ma il mio timore di trovare troppa gente e troppa "confusione" si rivela infondato: sembra davvero di stare su un'isola deserta! Nelle aree comuni poi, il silenzio e' ristorantequasi irreale. Anche al ristorante, parlano tutti a bassa voce e mi rendo definitivamente conto di come gli italiani siano davvero pochissimi: al momento, solo noi! Il ristorante non e' vista mare, ma si trova in una zona ombreggiata ed e' composta da tre sale comunicanti piu' la sala dove e' sistemato il buffet: pavimenti in legno e sabbia.

Atmosfera molto, molto, molto soft: tutti parlano sempre a bassa voce e la sera, a cena, c'e' lume di candela o cmq luci bassissime in generale, tanto basse da far quasi fatica a distinguere il conto da firmare per le bevande (PS: birra 5$, acqua in bottiglia Filitheyo naturale 4$, gasata 4,5$) Noi siamo in pensione completa e ci rendiamo presto conto che prendere qualche chilo sara’ inevitabile. Buffet colazione pranzo e cena e il cibo e' davvero buono!

Premetto che io adoro il cibo etnico e che non sento assolutamente la necessita’ di mangiare italiano quando sono all’estero, ma credo che chiunque possa trovare qualcosa di proprio gusto. Il buffet e' diviso in isole e al centro troneggia un simil dhoni. A colazione ci sono sempre dei succhi freschi (anguria, frutta mista, te' all'ibisco, ananas, yogurt, sono dei veri e propri centrifugati e a volte frullati freschissimi) e pane appena sformato di ogni tipo (focacce, grissini, pani integrali, panini....). Diverse torte, waffles, pancakes, brioche, 3 o 4 tipi di marmellate di produzione artigianale, uova, bacon, zuppe e pesce per i giapponesi, frutta esotica, macedonie varie, muffin, french toast e tanto altro ancora. L'unica cosa che manca per una colazione all'inglese completa e' il formaggio. A pranzo e a cena ci si sbizzarrisce. Con alcune costanti: la zona per la frutta, macedonia esotica e frutta fresca tagliata e pulita al momento, l'angolo della pasta fresca cotta e condita su richiesta e l'angolo jap, con sushi e sashimi (tonno o reef fish). Poi sempre pesce alla griglia, 3 o 4 curry, piatti internazionali (messicani, inglesi, francesi, italiani), zuppe, cheese nan indiano, verdure, insalate e tanti dolci, tra cui sempre degli ottimi dolci inglesi: pudding e sformati caldi. In piu', ogni sera, due tipi sempre diversi di gelati appena preparati.

libreriaDa una coppia di inglesi, nostri vicini di tavolo, alla quarta volta a Filitheyo, apprendiamo che lo chef viene dallo Sri Lanka. Parliamo sempre in inglese, anche se da qualche parte dovrebbe esserci un cameriere che parla italiano. Nelle aree comuni c'e' un bel bar, un'area "ricreazione" con freccette, giochi da tavolo, ping pong e biliardo. Una piccola palestra con qualche macchina, i pesi, un paio di cyclette e Jorji, un ragazzone del sud dell’India come personal trainer. Una clinica (ma il dottore era in vacanza! mi chiedo dove....??), un negozio di souvenir, una gioielleria (???) e una biblioteca carinissima circondata da un laghettino con ninfee: tanti libri e giornali in inglese, tedesco, giapponese e francese, pochi in italiano. Ci sono diversi divanetti e un'aria condizionata niente male. Silenzio come nelle vere biblioteche e una postazione con pc per utilizzare in internet. Io mi ci rintanavo ogni tanto con l'ipod touch o il blackberry per navigare un po’: sull'isola c'e' infatti a disposizione l'accesso wifi gratuito nell'area che va dal ristorante al sunset bar.
bagnoSiamo in una superior villa: a differenza delle deluxe, i bungalow qui sono accorpati due a due, tipo le semidetached house inglesi. E’ tutto in legno, con il tetto in paglia e il bagno maldiviano. C’e’ un terzo letto, la tv satellitare (mai accesa), un lettore cd con telecomando, cassaforte, letto a baldacchino con zanzariera e aria condizionata. Nella sala attigua l’ampio bagno: toilette separata da un’ulteriore porta, porta valigia, ombrelli, set di deodoranti e zampironi, due armadi illuminati (in uno c’e’ il frigo bar e il bollitore con te/caffe’, nell’altro due accappatoi a disposizione), due lavabi, phon, doccia all’aperto e un comodissimo stendino in legno. Un angolino in sabbia con una pianticella. Faretti e luci soft anche qui. Veranda in legno con tavolino e due sedie imbottite. Adattatori e teli da mare forniti ogni sera. Il bungi ha due porte: una sulla veranda e una sul retro che da’ accesso al bagno. Per tutta la durata della vacanza non sentiamo nessun suono provenire dai nostri vicini di camera, una coppia di inglesi. Solo ogni tanto un phon. Ci sono? Esistono? Chi puo’ dirlo. Ciascun bungalow ha un pannello solare per l’acqua calda. Filitheyo e’ un’isola autonoma (self sufficient la chiamano) e molto green. Anche le bottiglie in plastica sono bandite dove possibile: si imbottigliano la “Filitheyo water”, gasata o naturale.

Sulla spiaggia due sdraio in legno con due materassoni imbottiti. In alcuni punti ci sono degli ombrelloni in paglia. In altri palme poste in posizione strategica. La spiaggia e’ ampia e molto bella su buona parte dell’isola: qualsiasi bungalow fino alla camera 103/104 va piu’ che bene, oltre e’ zona da evitare. Io consiglio tra la 65 e l’85, sia per la spiaggia piu’ ampia (dall’85 in poi c’e’ un tratto piu’ ristretto) sia perche’ qui si e’ vicini a due delle uscite migliori per il reef.

reefVi sono 8 uscite per lo snorkeling. La corrente a volte e’ forte e normalmente sconsigliano la 1 (per le barche) e la 8 (considerata solo uscita di emergenza essendo troppo vicino al bordo oceanico). Le uscite 5 e 6 sono pero’ quelle con la minor distanza: 3 o 4 pinnate e si e’ fuori. Talmente vicine che i sub si immergono direttamente da qui. Entrambe le uscite sono anche considerate quelle con la piu’ alta densita’ di pesci e di “incontri” potenzialmente interessanti. I coralli sono meno in ripresa rispetto ad altre isole viste, ma i pesci sono davvero tantissimi. Sulla spiaggia vi sono diversi pezzi di corallo e bisogna stare attenti a dove si mettono i piedi. I paguri sono ovunque. Mai visti cosi’ tanti. E ci sono anche dei gatti rossi. I primi gatti maldiviani avvistati.... La spiaggia e’ la zona bungalow sono costantemente tenuti puliti da donne coperte dalla testa ai piedi. Anche in questo caso, le prime donne che vedo lavorare in un resort.

La cura delle palme e’ maniacale. Un simpatico “giardiniere”percorre incessantemente l’isola, sfrondando le piante e offrendo agli ospiti cocchi freschi, aperti davanti ai vostri occhi con un enorme macete. Lo staff, i camerieri e i room boy sono sempre gentile e sorridenti, mai invadenti e, per la prima volta, mi sembrano quasi reticenti e quasi imbarazzati a prender mance. Sui vialetti dell’isola, i “fattorini” si muovono in bicicletta.

Una sera conosciamo anche Bruce, il resort manager: sembra uscito da un film, mentre passa per i tavoli a fare public relations in almeno 5 lingue diverse, impeccabile nel suo completo coloniale e nei capelli perfettamente in piega. C’e’ anche una piscina. Al sunset bar. Una parte si affaccia direttamente al bancone del bar, quindi e’ possibile bere qualcosa mentre ancora si e’ ammollo. Ci entro una sola volta, dopo un combattutissimo match a beach volley nel campo attiguo: non male e la vista e’ notevole! Appoggiati al bordo esterno si ha l’impressione di essere in mare e si gode un tramonto spettacolare. Semi nascosto al centro dell’isola, c’e’ un campo da calcio. Gli ospiti possono partecipare alle partite organizzate ogni giorno alle 5 dai maldiviani. Ma spesso il calcio viene sostituito dal cricket. Proviamo anche due ore di massaggio balinese. La spa occupa i primi due bungalow vicini alla piscina e c’e’ anche l’area “Al Fresco”, riparata e dove si possono fare massaggi all’aria aperta in riva al mare, cullati dal suono delle onde. Le ragazze sono gentilissime e davvero brave. Ci offrono un te’ al ginger, ci massaggiano i piedi mentre ascoltiamo una musica rilassantissima, infine c i fanno accomodare sui lettini. Finito il massaggio (spettacolare!!!), ci lasciano nel bagno maldiviano attiguo, con luce soffusa, fiori, due accappatoi e dei prodotti profumatissimi per la doccia. Fantastico. 85$ a testa.
Al diving, Werner Lau di gestione tedesca, e’ riservata un’ampia zona dell’isola. Quella dove e’ posta la mitica webcam di Filitheyo. 3 o 4 dhoni, suddivisi per difficolta’, partono due volte al giorno (alle 9 e alle 14). E’ anche possibile immergersi senza guida in un punto qualsiasi dell’house reef. Come gia’ accennavo, la sera l’illuminazione e’ soft ovunque. Nelle camere ci sono delle lampade a disposizione, ma noi non le abbiamo mai usate: attraversare a piedi nudi i vialetti centrali dell’isola illuminati solo da fiochi faretti distanziatissimi tra loro, tra palme altissime e con un cielo stellato sopra la testa e’ un’emozione impagabile.
La settimana purtroppo ci scorre inesorabile tra le dita. Mi sento davvero fuori dal mondo. La privacy e il relax che Filitheyo offre sono davvero impagabili. Comincio a pensare che potrei decisamente decidere di tornarci...... L’isola non e’ “perfetta” e “impeccabile” come altre. Non e’ tutto da cartolina. E’ meno appariscente e piu’ selvaggia. Mi ci e’ voluto un po’ per “farci l’occhio” rispetto alle isole visitate in passato, ma ne e’ valsa la pena. Ripartiamo col magone. Il transfer per Male e’ lunghissimo, visto che facciamo una “piccola” deviazione verso sud per Hakuraa Huraa, quindi arriviamo a Male giusto in tempo per l’imbarco. Arrivederci all’anno prossimo. Anche se il mio lui, mentre decolliamo, mi sussurra un “perche’ non torniamo ad agosto?”.....

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