Dhonveli

by Valentina



Siamo partiti con Phone&GO e ci siamo trovati benissimo sia in aeroporto sia sull'isola, personale gentilissimo, puntuale, perfetto. L'isola, Chaaya, aveva come forse saprete un lato balneabile e uno per surfisti (a proposito: pensavo fossero tutti fusti, invece ho visto simpatiche panzette e tempie sale e pepe - ma viva la varietà! ).
La spiaggia, immagino a causa della bassa stagione, era tutta nostra fino almeno alle 10,30 di mattina, dopodiché arrivavano 10/15 alti ospiti, insomma sembrava di avere a disposizione una spiaggia e un mare tutti per sé...
La nostra casetta (fantastica, legno e soffitti altissimi, una vista sul mare indimenticabile) era a un minuto dalla spiaggia. La protezione 40 (questo ci tengo a precisarlo!) è stata fondamentale: io adesso sono ancora abbronzatina e non spellata, mentre il mio ragazzo che sono riuscita a spalmare di 40 solo i primi due giorni ora si ritrova a chiazze e più pallido (e io lo sfotto  ). La sera a parte le gare di paguri, che poi venivano rigettati in mare, non c'era molto da fare nei due bar a nostra disposizione, qualche chiacchiera con altre coppie sorseggiando imbevibili drink (perché li allungavano con l'acqua! - puah), cene a base di aragosta (uau), partite a carte. Poi a nanna e la mattina in spiaggia presto.
Insomma, eravamo rilassatissimi, sorridenti e di ottimo umore (immagino sappiate di che parlo).
Abbiamo scelto l'escursione della pesca notturna (guardate le foto e indovinate chi è l'unica italiana che ha pescato?) e quella dello snorkeling (bella la barriera corallina, ma dicono che in Egitto sia ancora migliore).
Il villaggio è silenzioso, pulitissimo, la parte in fase di costruzione non deturpa e non si sente rumore, ho girato
scalza una settimana, una perfetta selvaggia.

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