Dhonakulhi
Island Hideaway Dhonakulhi at Maldives Spa & Marina
by Gerhard Geyer – Mungo ( tradotto da Elena Tecini) www.maldives.at
Giovedì, 11 maggio
Sono le 5:30 del mattino quando la mia sveglia mi strappa dal sonno. Mi affretto a riporre gli ultimi utensili nella valigia e nel bagaglio a mano, l’ultima sigaretta sul patio – nonostante l’alba sia di un rosa pallido, si preannuncia un’altra splendida giornata – e poi via, al ristorante per l’ultima colazione. Puntuale alle 7:30, ora dell’isola, il Twin Otter della Trans Maldivian Airways decolla da Helengeli per riportarmi, dopo 10 giorni di vacanza all’aeroporto di Male.
Dato che l’idrovolante della TMA era in anticipo di 30 minuti rispetto all’orario previsto, alle ore 7:00 ammariamo già all’aeroporto e dopo pochi minuti ricevo il benvenuto dalla persona inviata da Island Hideaway Dhonakulhi che mi accompagna allo sportello ancora chiuso delle linee maldiviane interne della Island Aviation e, dove, senza indugio accende lo sportello per il check-in e stampa il mio biglietto d’imbarco per Hanimaadhoo nell’atollo di Haa Alifu. In seguito mi porta alla VIP-lounge che è a disposizione di tutti gli ospiti che si recano a Dhonakulhi. Compilo il mio formulario per gli ospiti di Dhonakulhi e dopo alcuni caffè gratuiti ed una coppa di gelato si libera uno dei due computer e mi posso loggare brevemente al forum.
Alle 10:50 il piccolo aereo della Island Aviation decolla e sorvolando l’estremità est degli atolli, si dirige verso l’atollo più a nord delle Maldive. Sulla sinistra si possono vedere Kurumba, Banyan Tree, Ihuru e Baros, sulla destra si estende Helengeli e poco dopo, sulla destra, si intravede Kanuhura, sulla sinistra Komandoo, poi sulla sinistra nuovamente, Kuredu. A sinistra lo sguardo arriva fino alla lontana Reethi Beach e a partire a questo momento sorvoliamo esclusivamente isole di pescatori e deserte.
Dopo 50 minuti di volo, durante i quali vengono servite bibite fresche e bonbon, atterriamo a Hanimaadhoo ed io vengo sopraffatto dal verde dell’isola ma soprattutto dal verde dello stesso aeroporto.
Dopo un breve controllo del ticket, un maldiviano mi raggiunge per portarmi ad un motoscafo bianco come la neve con soffici sedili imbottiti di un colore altrettanto candido.
Dopo una salvietta rinfrescante ed un ice-coffee, allo stesso modo rinfrescante, il battello sfreccia velocemente sopra un mare piatto e dopo ca. 20 minuti raggiungiamo il porto degli yacht di Island Hideaway Dhonakulhi.
Arriva a darmi il benvenuto uno dei manager dell’isola, consegno il mio formulario compilato precedentemente nella VIP-lounge ed ora mi viene presentato il mio battler, Mr. Rascheed, che in seguito mi porta al mio bungalow a bordo di un buggy con motore elettrico.
Mr. Rascheed immette il numero del suo telefono cellulare nel tasto per le chiamate del mio telefono in stanza, mi presenta tutto il bungalow e, dietro mia richiesta poi, mi lascia solo.
Il mio bungalow è il numero 32 ed è uno dei 20 “Dhonakulhi Residences”, che, incluso il giardino, misura ca. 550m².
Il salotto è provvisto di aria condizionata a parte e misura ca. 10x5 m. Sulla destra dell’entrata si trova un tavolo da pranzo rotondo con 4 sedie. La stanza è divisa da un mobile con mini-bar e una macchina per il caffè Melitta “My Cup”. L’altra parte del salotto è composta da 2 lettini, un tavolino, uno scaffale con apparecchio TV, lettore DVD e home-cinema soundsystem, una scrivania con connessione ad internet ed una scala che conduce alla terrazza sul tetto, sulla quale si trova un’ulteriore tavolo, 2 sedie ed un lettino. Sulla sinistra si arriva ad una stanza adibita a guardaroba con ripostiglio per le valigie, uno secretaire per il trucco, due armadi a 2 ante ed una cassaforte messa a disposizione gratuitamente. Sulla sinistra da una porta a vetro si raggiunge il bagno open air di ca. 50-60 m² con 2 lavabi in granito nero, un WC (presa per il telefono), una doccia e una grande vasca da bagno. Nella stanza da letto, che misura ca. 25m², con aria condizionata propria, si trova un letto a baldacchino con rete anti zanzare, 2 comodini, un telefono, un lettino, un tavolo per scacchi e un piccolo, bianco orsacchiotto di peluche con un messaggio da parte del mio buttler. L’orsacchiotto, al termine della vacanza, lo si può portare a casa come souvenir. Attraverso una porta a fisarmonica di vetro larga 4 metri, si passa al giardino che porta direttamente alla spiaggia. Nel pavimento del grande terrazzo, in parte riparato da una tettoia, è integrata una Jacuzzi di 3 m x 2 con 4 soffianti. In giardino, sul lato destro si trova un tetto ricoperto da foglie di palma e due biciclette (una con cestino), a sinistra vi è posta una grande altalena maldiviana in legno, riparata e la spiaggia invita, con un ombrellone coperto da foglie di palma, due sdraio imbottite ed un piccolo tavolino in legno, al relax. La spiaggia privata del bungalow ai lati è limitata da cespugli ed è lunga ca. 15-20 m e, a seconda delle maree, larga dai 3 ai 6 m. In tutti i bungalow vige il divieto di fumare ma, nonostante io stesso sia un fumatore, posso capire dato che sia il legno che l’abbondante quantità di tessuto usato per l’arredo, si impregnerebbero ben presto dell’odore.
Dopo avere disfatto il mio bagaglio, mangiati gli snacks e parte della frutta offerta come benvenuto, vorrei esplorare un poco l’isola. Purtroppo le stradine di sabbia sono molto soffici e non so se fossi io ad essere maldestro con la bici oppure a causa dei trabocchetti posti dalla sabbia stessa, la ruota anteriore usciva inesorabilmente dai solchi lasciati dal buggy. Purtroppo il momento era il meno opportuno – tra le ore 16 e le 17 tutte le viette interne dell’isola vengono nebulizzate con prodotti anti zanzare – di conseguenza ho abbandonato i vialetti interni e mi sono recato verso il lato est, al ristorante Gaafushi, posto nella laguna e raggiungibile da un pontile. A ca. 100 m ho raggiunto l’ampia struttura del Hideaway Mandara Spa e le Spa Watervillas situate nella laguna. Dopo alcune foto ho proseguito – attraverso la fitta vegetazione dell’isola e l’area staff posta nel suo mezzo – verso un idilliaco palmeto dove una volta alla settimana viene organizzato un grande buttet. Le serate sono a tema, il 12 maggio era la volta della “Arabian Night” e le scorpacciate vengono accompagnata da una tranquilla musica di sottofondo. Senza la quotidiana azione contro le zanzare non sarebbe possibile godersi però incolumi la natura dell’isola, simile ad una giungla. Fino ad ora non avevo visto un’isola maldiviana con una vegetazione più rigogliosa e nonostante questo durante la mia permanenza non ho ne udito ne visto una unica zanzara!
Mentre continuavo con la mia pedalata,
all’improvviso è apparsa davanti a me la grande piscina con acqua dolce sita sul lato ovest. Sulla ampia spiaggia ci sono ombrelloni e sdraio e dietro la grande piscina con ponticello e bar nell’acqua. Accanto si trova una piscina per bambini ed attorno al paesaggio delle piscine ci sono sdraio imbottite ed ombrelloni. Mentre ero intento ad allontanare il sudore causato dall’escursione in bici, il sole stava per tramontare lentamente nel mare. Visto dalla piscina il tramonto è quasi più suggestivo che dalla terrazza del main-bar. Li, ogni giovedì alle ore 19:30, si svolge la Diver-Night corredata da una presentazione di powerpoint con snacks e bibite gratuite. C’è stato un piccolo contrattempo con le prese del lettore DVD, video beamer, prese cinch ma alla fine, chiarito tutto, abbiamo potuto assistere alla proiezione del video, più volte premiato, “Maldivian Night” della Foto+Dive Studios.
Dopo aver riportata al bungalow la mia bicicletta ed essermi rinfrescato, sono stato accompagnato dal mio buttler a bordo del buggy al ristorante Matheefaru. Il ristorante principale è costituito dall’edificio principale e da 2 ulteriori edifici, raggiungibili lungo un pontile di legno che sono provvisti di pavimento in vetro e riflettori posti sott’acqua. Mi sono seduto ad un tavolo del ristorante principale e dopo un breve scorcio nella lista dello chef francese, il mio buttler mi ha servito spaghetti tartufati in salsa di gorgonzola e per dessert variazione di gelato con noci e caramello. A casa, nel mio bungalow, ho lasciato che la serata finisse con un bagno nella Jacuzzi al chiaro di luna ed un buon Moods.
Venerdì, 12 maggio
Nei rigidi ed al contempo morbidi letti si dorme splendidamente e cosi la mia seconda giornata è iniziata finalmente senza avere problemi con la mia ernia al disco. Un buggy porta me al ristorante e la mia attrezzatura subacquea alla base del diving. La colazione a buffet purtroppo si rivela essere problematica, dato che già per le omelette ci sono 12 ingredienti a scelta al posto dei soliti 4. Anche i croissant al cioccolato hanno un sapore proibito e per poter assaggiare tutte le altre prelibatezze avrei dovuto fermarmi a Dhonakulhi almeno 2 settimane. Visto che oggi è mia intenzione immergermi, decido che 1 omelette, 3 diverse brioche ed un grosso wafer con cioccolato e miele sono sufficienti! Ah già, a Dhonakulhi non esistono succhi confezionati, tutti vengono spremuti al momento!
Al centro diving Meridis, poco distante,
mi reco a piedi dove il mio equipaggiamento è già stato assemblato. Prima vorrei immergermi presso il house reef – il mio buddy è il sostituto del responsabile del diving Kirsten – indosso la mia attrezzatura, andiamo verso il pontile in prossimità della reception e ci immergiamo con una debole corrente nel canale di fronte a Dhonakulhi. I coralli non presentano un brutto aspetto, ma come in tutti i resort non sono nemmeno strabilianti. Sbalorditiva, invece, è la grande quantità di pesci presenti nello stretto Kandu: a parte i soliti banchi di pesci, incontriamo un enorme branco di tonni ed alcune dozzine di curiosi pesci pipistrello. Passa anche un’aquila di mare nell’acqua, che qui raggiunge una profondità tra i 12 ed i 15 m, e mentre attraversiamo il canale in direzione ovest incontriamo anche 2 trigoni. Alla fine torniamo e sotto il pontile, a parte un grande pesce scatola viola ritroviamo nuovamente i tonni ed i pesci pipistrello. Anche se questa volta non abbiano visto le mante – la stagione migliore è dicembre, quando quotidianamente banchi composti da centinai di esemplari attraversano il canale – l’immersione è stata comunque molto bella.
Alle 14:00, assieme a Kirsten e Yuko ed altri due sub nipponici, ci rechiamo presso il sito di immersione chiamato "Acquario" dove, oltre ad un corallo molto bello, vediamo anche due pesci Napoleone, alcune aquile di mare e numerosi banchi di pesci. Purtroppo domani non posso più immergermi, visto che domenica devo prendere il volo per tornare a casa. Al centro diving Meridis non c’è bisogno di prendersi cura della proprio attrezzatura, a questo ci pensa il personale!
Alla sera mi telefona il tedesco Tim Bilfinger, per sapere se volevo passare assieme a lui la „Arabian Night“ nel palmeto. Naturalmente annuisco, dato che in primo luogo è un onore per me cenare con il Resident Manager ed in secondo luogo con lui posso parlare in tedesco per avere maggiori informazioni su Island Hideaway Dhonakulhi di quanto non mi permetterebbe la mia scarsa conoscenza della lingua inglese.
Quando raggiungo il palmeto a bordo del buggy elettrico, è già stato allestito un grande buffet e, nascosti tra le palme, tutto intorno, sono stati posizionati i tavoli. Mr. Rascheed, il mio buttler, con discrezione, è già in attesa del nostro arrivo. La cena era, come di consueto, eccellente e completata dal bouquet fiorito di un “Mount Langi Ghiran” sudafricano, (Cabernet Merlot).
In conclusione ritorno al bungalow e dopo un bagno nella laguna mi concedo ancora due sigari nella Jacuzzi
Sabato, 13 maggio
Oggi è il mio penultimo giorno a Dhonakulhi e voglio trascorrerlo quasi interamente scattando foto e girando video. Alle 8:00 il buggy mi porta a fare colazione e dato che oggi non mi immergerò, ho approfittato maggiormente dei dolci al buffet! Alle 8:45 inizia il mio grande tour dell’isola con Mr. Rascheed in qualità di conducente.
Inizialmente mi mostra i Rambaa Retreat dall’interno ed dall’esterno, poi i Funa Pavillons, successivamente le Jasmine Garden Villa (tralasciamo i Dhonakulhi Residences dato che in uno di questi alloggio io) ed in seguito, la prossima tipologia di bungalow, i Hideaway Palace. I Hideaway Palace non sono prettamente dei bungalow, ma ognuno di questi rappresenta in pratica un piccolo paese dove, intorno dell’enorme paesaggio di piscine,
si trova una casa adibita a salotto, una con la sala da pranzo ed il terrazzo sul tetto ed altre tre strutture con ciascuna una stanza da letto, guardaroba e bagno aperto. Dinanzi alle abitazioni si trova l’estesa spiaggia privata con dune e, come per tutti gli altri bungalow, l’usuale ombrellone, sdraio ed altalena. In fronte al Hideaway Palace posto verso nord-ovest si estende una fantastica lingua di sabbia, ad uso esclusivo!
Mr. Rascheed, magicamente, da un box frigo nascosto nel buggy, fa apparire una salvietta rinfrescante, gelata, assieme ad una bottiglia di acqua fresca. Solo dopo avergli offerto di bere dalla mia bottiglia, ne estrae una anche per se stesso. Dopo il rinfresco proseguiamo verso il centro sportivo climatizzato e, mentre scatto alcune foto, riprendo panorami e giro un video del tavolo da biliardo ed altri tavoli da gioco e della completa gamma dell’attrezzatura sportiva, il mio buttler, assieme ad un inserviente, si accinge ad intraprendere una partita di calcio da tavolo. Fuori scatto ancora alcune foto dei due campi da tennis dopo di che procediamo verso il centro sport acquatici. Nonostante il centro sportivo e quello degli sport acquatici siano messi a disposizione gratuitamente, entrambe le strutture non vengono sfruttate pienamente.
La penultima tappa del giro dell’isola mi porta all’enorme area della Hideaway Mandara Spa, con stagni per i pesci, centro per trattamenti e relax e alle Spa Water Villas, dove è possibile godere di un trattamento Spa nel proprio over-water bungalow. In ultimo visitiamo l’asilo dove i bambini, all’occorrenza, vengono assistiti e dove possono giocare, sempre assistiti, con i numerosi giochi ed attrezzi a loro disposizione.
Il tutto è integrato da una grande sala comune in cui si trova una biblioteca con testi in svariate lingue ed un computer, dal quale è possibile navigare ed inviare mail rapidamente attraverso un collegamento satellitare gratuitamente.
Il pomeriggio lo trascorro rilassandomi tra un caffè in spiaggia, nuotando nella laguna ed il relax nella mia Jacuzzi e verso sera, svogliatamente, mi accingo a preparare la mia valigia. Alla sera ceno nuovamente al ristorante Matheefaru. Una zuppa di gamberetti Asian Style, in seguito uno steak Tenderloan australiano, succosissimo e tenerissimo con contorno tartufato (di cui purtroppo non ricordo il nome) e per dolce una mousse di frutti della passione. Capita anche a casa di mangiare presso ristoranti a 3 o 4 stelle, ma un simile steak, anche in Austria, non mi è mai stato servito. Ho sempre pensato che un cameriere fosse un lusso superfluo, ma il mio Butler, Mr. Rascheed, era una vera perla. Anche al ristorante si teneva discretamente a distanza ma appena mi accingevo ad estrarre la scatola delle sigarette, era già al tavolo porgendomi il posacenere. Sono convinto che il tempo che altri camerieri, sulla maggior parte delle isole, impiegano per portare una bevanda, il mio buttler mi avrebbe servito un menu a la carte al gran completo! Di ritorno al bungalow, c’era già la tabella di viaggio per la mia partenza del giorno seguente, ripongo le mie ultime cose nel bagaglio e punto la sveglia alle ore 03:45. Un’ultima volta, nudo, nel Jacuzzi dinanzi alla mia stanza da letto ed un sigaro al chiaro della luna piena e poi a letto.
Domenica, 14 maggio
Alle 03:45 vengo bruscamente svegliato dal mio telefoninoi. E’ ancora notte fonda, ma con un caffè preso rapidamente mi tengo sveglio fino a quando riesco ad infilarmi negli scomodi, lunghi pantaloni ed a prepararmi alla partenza. Alle 04:30 arriva il mio buttler per servirmi la colazione in salotto: 5 pezzi di croissant ed altre brioche, caffè fresco dal termos, alcune piccole banane, mele ed arance. Prendo solo una piccola banana ma il cestino delle brioche lo svuoto senza pietà! Successivamente Mr. Rascheed, assieme al mio bagaglio, mi conduce alla reception ed alle 05:20 la bianca barca veloce parte con me (ed il mio buttler) verso l’aeroporto di Hanimaadhoo. Puntualmente alle 06:50 con la Island Aviation decollo alla volta dell’aeroporto di Male. Peccato, ora che mi stavo abituando al lusso esclusivo, ma discreto della favolosa isola “Island Hideaway Dhonakulhi at Maldives Spa & Marina”…
p.s. peccato, Island Hideaway Dhonakulhi per me è diventata l’isola maldiviana ideale ma per un “normale” pensionato, purtroppo, è praticamente irraggiungibile…
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