I Pesci e le altre forme di vita marina alle Maldive



I Pesci

Quando, per la prima volta metterete la maschera e vi guarderete attorno (sia in laguna che vicino alla barriera corallina), verrete sopraffatti dalla visione di centinaia (se non migliaia) di pesci intorno a voi di tantissime forme e colori. Molti di voi, i più curiosi, vorranno imprimersi negli occhi le varie forme e, appena tornati a riva, dare un nome a ciò che si è visto. Non sarà molto facile, soprattutto all'inizio, ma, con il tempo comincerete (con l'aiuto di un buon libro o di schede che troverete anche in vendita sulle isole) a ricordarvi quelli più frequenti o quelli più colorati.

Tra i pesci che vedrete è giusto fare una macro distinzione delle due classi dei pesci: quelli “ossei” (o Osteiti) e quelli “cartilaginei” (o Condroitti). Che significato hanno queste due parole e, soprattutto, quali sono i "pesci cartilaginei" e quali i "pesci ossei"?

Ai Cartilaginei appartengono le razze, le torpedini, i trigoni, le aquile di mare, le mante, le chimere e gli squali. Tutti gli altri pesci che vedrete alla Maldive (ma anche nei nostri mari e nelle nostre acque dolci), sono invece pesci ossei.
La principale caratteristica dei Cartilaginei è la presenza di uno scheletro cartilagineo, mai ossificato, solo in parte, calcificato e l'assenza di vescica natatatoria.

Oltre a quelle sopra dette, quali sono altre differenze tra “Cartilaginei” e “Ossei”?
Le differenze sono molte ma se ci soffermiamo sulle principali possiamo dire: il numero di specie, la forma e le dimensioni, la posizione della bocca, la forma della coda, l'aspetto della pelle, il colore, la forma delle pinne, i denti, gli organi di senso e gli organi interni, la riproduzione e le branchie.
Andiamo a vedere nel dettaglio queste differenze:

* Numero di specie: i pesci Ossei sono in numero enormemente superiore, con circa 20.000 specie contro le poco
più di 600 dei pesci Cartilaginei!

* Dimensioni: In generale le dimensioni dei pesci cartilaginei sono maggiori (il pesce più grosso che esista è lo squalo balena, che può raggiungere i 18 metri anche se esiste uno squalo che vive in profondità che arriva al massimo
a 10-15 cm). I pesci ossei, che hanno alcune specie grandi (tonni, pesci spada, pesci Luna...) contano, molte più specie di dimensioni medio-piccole.

* Posizione della bocca: la maggior parte dei pesci Ossei ha la bocca terminale e cioè il muso termina in una bocca. I pesci cartilaginei hanno quasi sempre la bocca ventrale, cioè sotto il muso.

* Forma della coda: i pesci ossei hanno una coda "omocerca", cioè con due lobi di lunghezza uguale oppure uniti; i pesci cartilaginei hanno una coda "eterocerca", con il lobo superiore più lungo. Questa forma è la naturale evoluzione per controbilanciare la spinta verso l'alto delle pinne pettorali, che nei pesci cartilaginei sono grandi e abbastanza rigide.

* Pelle: la pelle dei pesci cartilaginei è ricoperta di dentelli ricurvi, fatti di polpa, dentina e smalto (come i denti che hanno in bocca) . I pesci Ossei, invece, hanno scaglie ossee ricoperte di pelle, più o meno sviluppate e ruvide a secondo delle specie.

* Colore: Qui la differenza è evidente e salta all'occhio immediatamente; infatti i pesci Ossei, soprattutto
quelli tropicali, hanno colori sgargianti. I pesci cartilaginei, invece, sono per lo più scuri, qualcuno (soprattutto
quelli che stanno più spesso sul fondo) ha macchie e disegni, ma i colori vanno quasi sempre dal marrone
al beige, al blu.

* Denti: i pesci cartilaginei hanno denti non infissi nelle arcate mandibolari, ma attaccati alle gengive, e per questo possono essere persi e sostituiti per tutta la vita (squali),
oppure hanno placche dentali. I pesci ossei hanno denti di varia foggia e attaccati alle arcate mandibolari.

* Organi di senso: I pesci possiedono la "linea laterale", un organo che si estende sui fianchi e sulla testa, composto da tanti buchini che collegano l'esterno con un nervo interno, che "monitorizza" tutte le informazioni dell'acqua: salinità, temperatura,
sostanze disciolte, etc...I pesci Cartilaginei possiedono, in più, anche le Ampolle del Lorenzini, un organo in grado di leggere i campi elettrici, e quindi permette a
questi animali di individuare anche al buio la presenza di prede o sotto la sabbia o in acque con scarsa visibilità. Ricordiamo che gli squali, in particolare, hanno udito, olfatto e vista molto più sviluppati rispetto ai pesci Ossei.

* Vescica natatoria: è un organo che possiedono quasi tutti i pesci Ossei, (ad eccezione di quelli legati al fondo); è un organo che, riempiendosi di gas, permette al pesce di galleggiare facilmente mantenendo un assetto neutro. Questa “vescica” manca completamente nei pesci Cartilaginei, ed è per questo che devono continuare a nuotare se vogliono restare staccati dal fondo Senza vescica natatoria, se non si muovono, affonderebbero.

* Riproduzione: i pesci ossei hanno una fecondazione esterna deponendo migliaia (o milioni) di uova da cui schiudono larve quasi sempre abbandonate al loro destino. I pesci cartilaginei hanno una fecondazione interna, e quindi hanno un accoppiamento vero e proprio. Grazie a queste pinne anali modificate, più allungate, è possibile distinguere il maschio dalla femmina, cosa impossibile nei pesci ossei dove le pinne sono identiche nei due sessi (a parte, in alcuni casi, per il colore).
Alcuni pesci cartilaginei depongono uova grandi di cheratina, attaccate alle gorgonie,
da cui schiudono dei piccoli completamente formati; ma la stragrande maggioranza dei cartilaginei partorisce i piccoli, cioè la madre tiene i figli nel suo corpo partorendoli
quando ormai sono completamente formati ed autonomi.

* Branchie: i pesci ossei hanno un opercolo, cioè un osso ai lati del capo che copre la camera branchiale mentre i pesci cartilaginei hanno invece 5 fessure branchiali
ai lati della testa.



I Coralli

Cosa sono i coralli? Rocce, vegetali o animali? Come fanno a crescere? C'è una sola risposta per tutte queste domande: sono animali piccolissimi detti polipi corallini.

Le barriere coralline, che sono l'habitat per pesci grandi e piccoli, si formano grazie a colonie, viventi, di microscopici polipi, di aspetto simile a piante fiorite, stanziali e che si nutrono di plancton.
Ogni polipo ha la forma di un sacco sostenuto da uno scheletro calcareo ed è un essere a sé che si riproduce per gemmazione, originando colonie di polipi autonomi ma interdipendenti (tanto che i nutrimenti assimilati da ogni polipo vengono poi distribuiti all'intera colonia).
Le barriere coralline, somigliano a rocce perché sono costituite dall'insieme di miliardi di polipi che prima assorbono il calcio dall'acqua e poi lo secernono, creando così i rametti dei coralli. La parte viva di un corallo è quindi solo quella esterna. Il corallo morto viene invece colonizzati da nuovi polipi che costruiscono nuovi coralli, estendendo la barriera che cresce come una sorta di foresta di roccia. Vi è un'alga che vive in simbiosi con i coralli, e che attraverso la fotosintesi agevola il processo di calcificazione; in cambio, essa ricava dai coralli sostanze nutritive derivanti dal plancton catturato dai polipi.
Tra i fattori che favoriscono il particolare sviluppo dei coralli, va ricordata la limpidezza dell'acqua, necessaria per una miglior fotosintesi delle alghe simbionti. Ugualmente importante è la temperatura dell'acqua , la sua giusta salinità e l'intensa insolazione.

La dimostrazione della complessità e delicatezza degli equilibri di questo ecosistema è venuta tra il 1998 e il 1999, quando, a causa dell'eccessivo incremento di temperatura dell'acqua alle Maldive, determinato dal fenomeno del
Niño, la maggior parte dei coralli dell'arcipelago (fino alla profondità di circa 15 metri) sono purtroppo
improvvisamente sbiancati. Fortunatamente, ciò non sembra avere danneggiato la fauna marina nel suo complesso, mentre i coralli “sbocciati” successivamente e timidamente stanno ricreando piano piano la barriera corallina.

Ma quanto tempo impiegano i coralli a crescere? La risposta è semplice e terribile:
migliaia di anni! Pensiamoci, quando nuotando sul reef vediamo qualche persona che ne stacca o calpesta una parte, uccidendola: in un solo momento quella persona sta distruggendo secoli di lavoro della natura, semplicemente per disattenzione e
ignoranza. Per questo Nonsolomaldive è partner di PTM-Protect the Maldives perché
la conoscenza e il rispetto di questo ambiente è condizione essenziale per la
sopravvivenza stessa delle isole protette, come sono, dalla barriera corallina
senza la quale scomparirebbero in un batter d'occhio.